La Legge taglia-Consiglieri e Assessori tra dubbi e speranze

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Con l’approvazione al Senato dello scorso 23 marzo, è stato convertito in Legge il decreto (con alcune modifiche apportate alla Camera) che prevede la riduzione significativa di molti ruoli e organismi che fanno riferimento agli enti locali. La Legge ha previsto anche altre misure in favore della Città di Roma, di particolari categorie di Comuni, ulteriori sostegni finanziari per L’Aquila, e deroghe al Patto di Stabilità interno per alcune tipologie di spese e di entrate. Tuttavia, in quest’articolo affronto esclusivamente la questione relativa al cosiddetto “taglia-poltrone”.
Di seguito riporto in modo ordinato le principali misure previste dalla legge:

TAGLIO DI CONSIGLIERI E ASSESSORI
A partire dal 2011 (rinviate di un anno, dunque, le misure previste in finanziaria 2010) il numero dei Consiglieri comunali e provinciali sarà ridotto del 20% (complessivamente si tratterà di circa 40mila unità); il numero degli Assessori, invece, vedrà una riduzione del 25%. Per una maggiore chiarezza, è possibile visionare in maniera analitica queste riduzioni cliccando sul link seguente:

Previsione delle riduzioni di Consiglieri e Assessori (*)

Relativamente ai tagli degli Assessori, il provvedimento vale già da quest’anno per i Comuni e le Province chiamati alle urne. Infatti, la legge prevede che il loro numero non sia superiore ad un quarto dei Consiglieri.
Per fare un esempio, per il Comune di Melendugno i Consiglieri eletti tra quattro anni saranno 12 invece degli attuali 16, mentre gli Assessori saranno 3 invece degli attuali 6. (*)

TAGLIO DI ALTRI RUOLI E ORGANISMI
Dal prossimo anno salteranno numerosi altri ruoli ed organismi che nel tempo erano stati creati all’interno o a supporto degli enti.
In particolare: i difensori civici dei Comuni (effettivamente in molti casi un ruolo mai decollato, quasi sempre frutto di spartizione partitica), le Autorità ATO (Ambito Territoriale Ottimale, che finora si sono occupate della gestione di rifiuti e acqua), le Circoscrizioni nelle città con meno di 250mila abitanti (effettivamente spesso divenuti luoghi per piazzare personaggi non eletti nei Consigli), i Direttori Generali negli enti sotto i 100mila abitanti (tuttavia si aspetterà la scadenza del loro mandato), i Consorzi fra enti locali. Per il taglio ai Consorzi di Bonifica, invece, si rimanda al Codice delle Autonomie.

Dal momento che il mio approccio alle questioni relative alle Pubbliche Amministrazioni (lo sottolineo ancora una volta) è manageriale, strategico, e non burocratico, normativo, mi interessa capire se un provvedimento può funzionare o meno. Cioè, comprendere in profondità le modifiche che avvengono sul piano organizzativo, dei processi, della buona gestione. In definitiva, le modifiche che intervengono sulla capacità dell’ente di organizzarsi per rispondere al meglio ai bisogni dell’utente-cittadino e alle esigenze strategiche che si pongono nella programmazione degli interventi da mettere in atto.
Pertanto se quanto sopra descritto, in prima analisi, può sembrare assolutamente positivo, non è detto che lo sia nell’applicazione. Certamente positive, già a prima vista, sono le soppressioni di enti intermedi inutili che gestiscono materie tranquillamente gestibili senza la necessità di moltiplicare le strutture. Così, è certamente positiva la riduzione del numero dei Consiglieri nei Comuni e nelle Province di medie e grandi dimensioni (che costituiscono una piccola fetta dei Comuni italiani).
Da mettere alla prova, invece, i tagli agli Assessori nei Comuni della fascia di popolazione tra i 3mila e i 10mila abitanti (fascia nella quale rientra il Comune di Melendugno), oppure quella leggermente superiore. Oggi, a fronte di una carenza di personale, spesso gli Assessori si trovano a svolgere un lavoro molto dispendioso in termini di tempo (a volte svolgendo mansioni di competenza degli uffici). Potrebbe accadere che, tagliando il loro numero, venga meno anche una parte di attività indispensabili.
Anche la figura del Direttore Generale, spesso, è divenuta insostituibile nell’ottica del miglioramento organizzativo e gestionale, nonché del conseguimento di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa. Certamente non lo è nel momento in cui esso diviene un ruolo puramente affidato a qualcuno “da accontentare”, che magari non è riuscito ad essere eletto in Consiglio, anziché a persone competenti.
Comunque, sarà tutto da sperimentare. Non vanno trascurati gli aspetti positivi del provvedimento, ma occorre prestare attenzione a tutti gli effetti che esso produrrà, tenendo presente sempre la direzione maestra: l’ente va pensato e regolato, nelle sue articolazioni, nell’ottica di strumento adeguato per la soddisfazione dell’interesse pubblico.

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(*) 18/02/2011: Il Dipartimento affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno ha emanato una Circolare che definisce i tagli effettivi a Consiglieri ed Assessori a partire dalle prossime Elezioni Amministrative di maggio 2011. La Circolare modifica leggermente le previsioni inserite nell’articolo. Per leggere la circolare clicca qui. Nell’esempio del Comune di Melendugno, dunque, gli assessori saranno 4 invece degli attuali 6.

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