I Gruppi di Azione Locale e lo sviluppo del territorio: la mia esperienza al GAL Terra d’Otranto

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Cari amici, dopo qualche mese di assenza torno a scrivere su questo mio spazio rivolto a tutti voi, ringraziandovi come sempre per la lettura e per tutti i contributi che vorrete dare.

Oggi voglio informarvi su una realtà che è divenuta molto importante nella mia attività quotidiana ma anche per lo sviluppo della nostra terra. Lo sviluppo locale del nostro territorio passa, da un po’ di anni, anche dalle politiche e dalle risorse comunitarie in materia di Sviluppo Rurale.
Così, nelle varie programmazioni che si sono succedute, tali risorse (Fondo FEASR), unite a quelle nazionali, sono state indirizzate alle varie Regioni che ne hanno programmato la spesa tramite il Programma di Sviluppo Rurale (PSR). In questa programmazione, 2007-2013, l’UE e le Regioni hanno fatto tesoro dei punti di debolezza e degli errori del passato.

L’attuale PSR si articola in 4 Assi di intervento, suddivisi in diverse Misure. I primi due sono gestiti a livello centrale dalla Regione, gli altri due sono gestiti tramite degli organismi decentrati, operanti nei diversi territori: i Gruppi di Azione Locale (GAL). Essi sono delle partnership pubblico-private (i soci sono Comuni, Università e Aziende del territorio), di solito nella forma di Società Consortile a Responsabilità Limitata o di Società a Responsabilità Limitata, che hanno il compito principale di fungere da periferia, da organismi di prossimità nei territori per meglio progammarne e realizzarne lo Sviluppo.
In particolare, i GAL programmano e finanziano interventi a valere sulle risorse dell’Asse III del PSR, in base al cosiddetto “approccio LEADER”, che prevede fra l’altro il coinvolgimento dal basso.

Tali risorse vengono localizzate tramite la redazione ed approvazione per ciascun GAL del Piano di Sviluppo Locale (PSL) che individua le risorse da impiegare nel territorio di competenza, gli obiettivi, le strategie, le misure e le relative azioni.
In Puglia, in questa programmazione 2007-2013, i GAL sono 25. Melendugno, insieme ad altri 23 Comuni, appartiene al GAL Terra d’Otranto (all’interno del quale personalmente svolgo il ruolo di Responsabile di Misura).
Ogni GAL finanzia specifiche Misure (ed azioni) alle quali gli operatori del territorio partecipano tramite i Bandi Pubblici che periodicamente vengono pubblicati. Si tratta di finanziamenti che prevedono solitamente il 50% a fondo perduto.

Attualmente il territorio sta rispondendo bene, certamente nel tempo lo farà sempre meglio. L’interesse e l’obiettivo di un GAL è finanziare quanti più progetti possibile, nessuno vuol far “tornare indietro” risorse comunitarie… perciò siamo quotidianamente al lavoro senza risparmio di energie e di tempo per realizzare questi obiettivi.
E’ un onore per me poter collaborare con professionisti di grande spessore, esperienza e competenza. Tutti noi amiamo davvero la nostra terra e vogliamo dare il nostro contributo; gli operatori del territorio che quotidianamente entrano in contatto con noi possono testimoniarlo certamente.

I bandi pubblicati dal GAL prevedono una procedura definita come “stop and go“. Il bando pubblicato resta aperto per un bimestre (salvo proroghe), poi chiude per un mese (periodo nel quale noi verifichiamo la “ricevibilità” delle domande, vale a dire una corrispondenza formale con le richieste del bando, e la Commissione Tecnica di Valutazione stila una graduatoria dei punteggi in base alla griglia presente nel bando fino al monte complessivo di risorse). Al termine di questo mese, qualora residuassero risorse (ad esempio perché sono pervenute meno domande rispetto al monte risorse disponibile oppure perché qualcuna è stata dichiarata “irricevibile”) il bando si riapre automaticamente (contemporaneamente parte la fase di istruttoria tecnico-amministrativa per le domande del bimestre in graduatoria).
Al termine dell’istruttoria i progetti con esito favorevole sono ammessi a finanziamento e, se tutto va bene, nel giro di qualche settimana i beneficiari possono già fare richiesta di anticipo di pagamento per una percentuale.
Così, il bando si chiude e si riapre fino all’auspicabile esaurimento delle risorse previste per quell’azione!

Vi dico fin da subito che in ogni caso c’è un’attenzione scrupolosa affinché tutti i progetti conservino la compatibilità con la propria natura. Tutto questo è un impegno per tutti noi oltre che un dovere (ci sono delle apposite prescrizioni nei bandi e certificazioni o perizie da allegare ai progetti). Anche perché tutto sarà oggetto di controlli in loco oltre che di controlli successivi (vi posso garantire che si tratta di controlli minuziosi da parte delle Autorità Regionali, Nazionali e Comunitarie).

Perciò, l’attenzione alla qualità, alle esigenze reali del territorio e ad una corretta gestione della spesa, sono i punti cardine del nostro operare. Posso sin da ora affermare che sono molto soddisfatto per il lavoro fin qui svolto e che ci apprestiamo a svolgere nei prossimi mesi ed anni.
Nella prima istruttoria, conclusa a fine settembre, le risorse pubbliche destinate ai progetti finanziati (20 progetti per 19 aziende) sono pari a circa 1 milione e mezzo di euro, per investimenti complessivi pari a circa 3 milioni di euro. Si tratta di investimenti nell’intero territorio del GAL mirati alla diversificazione dell’attività dell’azienda agricola, in particolare nell’agriturismo e nella commercializzazione di prodotti agricoli e artigianali.
Tutto questo si traduce in un buon indotto che si crea per tutti i lavori che saranno effettuati e per i nuovi posti di lavoro che si creeranno.

Si procederà nei prossimi mesi a finanziare progetti di affittacamere, itinerari naturalistici ed enogastronomici (progettati dal GAL con l’attenzione a non sovrapporsi con progetti già in essere), centri di informazione e accoglienza turistica, agenzia turistica, recupero di elementi tipici del patrimonio rurale (come chiese rurali, furnieddri, pajare, frantoi ipogei, ecc.), recupero di strutture rurali da adibire a piccoli musei/centri culturali-documentali, tutela degli olivi secolari, mini interventi di produzione di energia da fonti rinnovabili, servizi di carattere didattico e ricreativo per giovani, altri servizi di utilità sociale per anziani e disabili (pet therapy, horticulture terapy, agroterapia, ippoterapia, ecc.), artigianato tipico (recupero dei vecchi mestieri) e tanto altro.

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