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	<title>Il Blog di Carlo Potì</title>
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	<description>Nulla è più potente di un'idea per la quale sia giunto il momento!</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 08:20:39 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>La manovra-Tremonti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 11:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia e Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle motivazioni alle principali misure adottate per il triennio 2011-2013.

[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 15/06/2010]
La “manovra di finanza pubblica” 2011-2013 è il tema più ricorrente, in queste settimane, negli spazi di informazione.
Il Governo, infatti, accanto a classici provvedimenti di una manovra finanziaria, ha messo a punto una serie di misure di politica fiscale ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Dalle motivazioni alle principali misure adottate per il triennio 2011-2013.</em></p>
<p><a href="http://img39.imageshack.us/i/conferenzatremontiberlu.jpg/" target="_blank"><img src="http://img39.imageshack.us/img39/7352/conferenzatremontiberlu.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 15/06/2010]</em></p>
<p style="text-align: justify;">La “<strong>manovra di finanza pubblica</strong>” 2011-2013 è il tema più ricorrente, in queste settimane, negli spazi di informazione.<br />
Il Governo, infatti, accanto a <em>classici</em> provvedimenti di una manovra finanziaria, ha messo a punto una serie di misure di politica fiscale ed economica per intervenire nella situazione di crisi internazionale che ha investito in particolare l’area-euro a partire dal default della Grecia.<br />
In seguito alla crisi greca il nostro Paese era considerato, insieme a Irlanda, Portogallo e Spagna, ad <strong>alto rischio</strong> (anche se c’è da dire che, rispetto agli altri tre Paesi, il nostro presenta una situazione complessiva, di sistema, decisamente migliore, dimostrata dal contenuto sforamento del rapporto Deficit/Pil). I mercati avrebbero potuto “aggredire” l’Italia anche con l’avanzata della speculazione. Infatti, l’impennata dei cosiddetti <em>credit default swap</em> (che sono scommesse sul fallimento, sull’insolvenza del debito pubblico) è indice di un attacco da parte dei mercati che, qualora perdurasse nel tempo, abbatterebbe la qualità del credito con gravi conseguenze. Di fatto, siamo in presenza di una nuova “bolla”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è presentata, dunque, ancora una volta, l’urgenza di agire sulla riduzione del <strong>debito pubblico</strong>. Tuttavia, questa strada si sarebbe dovuta percorrere ugualmente, in ogni caso. Alcune misure si sono rese più urgenti, ma è la condizione strutturale del nostro Paese a richiedere, senza poter più rimandare, tali scelte drastiche.<br />
Tante volte, anche in precedenti interventi su questo giornale, ho sottolineato l’ineludibilità di intervenire su una situazione oramai insostenibile del debito pubblico. Sin dagli anni 80, è un “<em>serpente che si morde la coda</em>”.<br />
Per agire sul debito nell’immediato, è necessario agire sul versante della <strong>spesa</strong>, in particolare sulla spesa di tipo corrente, poiché negli ultimi anni si è assistito (anche a causa della prima ondata di crisi che ha comportato una riduzione delle entrate fiscali) ad un saldo sempre più negativo da finanziare mediante deficit. Risultato netto: più debito pubblico (ad oggi il rapporto Debito/Pil è sopra il 118%, lontanissimo dall’obiettivo del 60% verso il quale l’Italia, come tutti gli altri Paesi dell’area-euro, deve tendere).<br />
Vi sono studiosi che sono contrari ai tagli di spesa sociale poiché, affermano, produrrebbero arretramenti nella qualità della vita civile (tale filone di studi suggerisce anche l’ipotesi di affidare parte del debito pubblico dei vari Paesi ad un unico governo centrale europeo, unica misura forse in grado di scongiurare realmente il rischio di attacchi speculativi). Tuttavia, in questo spazio mi limito a dire che, in termini concreti, una riduzione del deficit e del debito nell’immediato, nell’attesa e nella speranza di recuperare ingenti entrate dalla lotta all’evasione fiscale, passa senza dubbio da una riduzione della spesa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si poteva fare meglio</em>, soprattutto per quanto concerne il sostegno parallelo alla <em>crescita</em> (data l’entità della manovra, circa 25 miliardi di euro). Molti provvedimenti non comportano in realtà grossi risparmi, servirebbe più coraggio sul fronte dei famosi <em>costi della politica</em> per i “piani alti”. In ogni caso nella manovra ci sono delle misure che vanno nella giusta direzione, approvate anche dall’OCSE e dal FMI: in particolare, sul versante della riduzione della spesa e sulla lotta all’evasione fiscale.<br />
Si tratta certamente di misure dolorose, alcune delle quali discutibili; ma rappresentano un solco importante lungo il quale muoversi, un’<em>inversione di tendenza</em>, un cambio “culturale” nella gestione della finanza pubblica in senso più rigoroso. Esse andranno ad impattare col federalismo fiscale. Staremo a vedere.<br />
Intanto, un’importanza notevole viene assunta dalle misure di contrasto all’<strong>evasione fiscale</strong>. La speranza è che si continui in questa direzione, perché <em>si può fare di più</em> e poiché è da lì che possono arrivare entrate inattese, che nel medio termine possono portare ad un riequilibrio dei conti e ad un nuovo ampliamento della spesa per generare benessere nel sistema socio-economico. Ampliamento che, questa volta, sarebbe mirato e qualificato.<br />
Di seguito, per grandi linee, alcune delle più importanti misure contenute nella manovra:</p>
<p style="text-align: justify;">- Obbligo di <em>comunicazione telematica</em> al Fisco delle operazioni rilevanti ai fini IVA dai 3.000 euro in su. Scende a 5.000 euro la soglia della <em>tracciabilità del contante</em>.<br />
- Sale al 33% la <em>compartecipazione dei Comuni</em> all’accertamento dell’evasione fiscale.<br />
- Nuovo “<em>Redditometro</em>”: l’accertamento scatta quando i redditi dichiarati sono inferiori del 20% rispetto alle indicazioni del “Redditometro”.<br />
- Gli <em>utili</em> e i <em>dividendi</em> realizzati negli anni 2011 e 2012 da Società partecipate dallo Stato e da Istituti di diritto pubblico saranno destinati, fino a un massimo di 500 milioni di euro, ad un apposito Fondo che servirà a pagare gli <em>interessi sul debito pubblico</em>.<br />
- Aumento dell’imposizione fiscale sulle <em>stock option</em>.<br />
- Provvedimenti per evitare i fenomeni delle imprese che <em>aprono</em> e <em>chiudono</em> entro un anno e vigilare sulle imprese in costante situazione di <em>perdita</em> (potrebbe esserci precisa volontà di evasione delle imposte sui redditi).<br />
- Provvedimenti per l’individuazione e la regolarizzazione degli “<em>immobili fantasma</em>”.<br />
- Lotta ai “<em>falsi invalidi</em>” e contrasto all’<em>indebita percezione</em> di prestazioni sociali agevolate (anche quelle relative al diritto allo studio).<br />
- Leggero aumento della soglia per i pensionamenti anticipati.<br />
- Tagli alla <em>spesa della P.A.</em>, in particolare per la formazione, riduzione del 10% delle indennità dei manager e consulenti pubblici; tagli ai compensi per consigli d’amministrazione di società ed enti partecipati e revisori. Tagli ai buoni taxi e noleggi auto.<br />
- Aumento dei <em>pedaggi autostradali</em>.<br />
- Soppressi alcuni <em>enti ritenuti inutili</em>. Il personale a tempo indeterminato sarà assorbito da altri enti o ministeri.<br />
- Taglio del 10% delle dotazioni finanziarie dei Ministeri.<br />
- Taglio dei “<em>costi della politica</em>”: meno 10% ai compensi di Ministri e Sottosegretari che non sono anche parlamentari (per questi ultimi si rimanda a futuri provvedimenti delle Camere). Stessa riduzione per i componenti del CSM e del Cnel. Ridotti i rimborsi ai partiti. Soppresse le indennità dei consiglieri circoscrizionali, amministratori di Comunità montane, Unioni dei Comuni ed organismi territoriali gestori di servizi pubblici. I gettoni di presenza non potranno superare i 30 euro a seduta.<br />
- Agevolazioni alle reti d’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente, un principio dovrà essere chiaro alla classe dirigente, attuale e futura. L’Italia dovrà essere un Paese il cui sistema di <em>welfare</em> si basi di più sui <em>sussidi temporanei</em> e sugli <em>ammortizzatori sociali</em>, relativi all’inserimento lavorativo e ai periodi di disoccupazione, e non più sui <em>falsi invalidi</em> e sugli <em>evasori fiscali</em>. La crescita dovrà ripartire dai nuovi settori, ad alto tasso di immaterialità e di <em>innovazione</em>, dalla <em>ricerca</em>. Con il controllo rigoroso sui conti, perché il debito non rappresenti più quella montagna che oggi sembra insormontabile ostacolo alla crescita e alla speranza.</p>
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		<title>La Legge taglia-Consiglieri e Assessori tra dubbi e speranze</title>
		<link>http://www.carlopoti.it/la-legge-taglia-consiglieri-e-assessori-tra-dubbi-e-speranze/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 18:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amministrazione Pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Foto: Camera dei Deputati - Fonte: www.camera.it
Con l’approvazione al Senato dello scorso 23 marzo, è stato convertito in Legge il decreto (con alcune modifiche apportate alla Camera) che prevede la riduzione significativa di molti ruoli e organismi che fanno riferimento agli enti locali. La Legge ha previsto anche altre misure in favore della Città di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="ImageShack - Image And Video Hosting" href="http://img208.imageshack.us/i/camerab.jpg/" target="_blank"><img src="http://img208.imageshack.us/img208/8093/camerab.jpg" border="0" alt="" /></a><br />
Foto: Camera dei Deputati - Fonte: www.camera.it</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’approvazione al Senato dello scorso 23 marzo, è stato convertito in Legge il decreto (con alcune modifiche apportate alla Camera) che prevede la <strong>riduzione significativa</strong> di molti ruoli e organismi che fanno riferimento agli enti locali. La Legge ha previsto anche altre misure in favore della Città di Roma, di particolari categorie di Comuni, ulteriori sostegni finanziari per L’Aquila, e deroghe al Patto di Stabilità interno per alcune tipologie di spese e di entrate. Tuttavia, in quest’articolo affronto esclusivamente la questione relativa al cosiddetto “<em>taglia-poltrone</em>”.<br />
Di seguito riporto in modo ordinato le principali misure previste dalla legge:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TAGLIO DI CONSIGLIERI E ASSESSORI</strong><br />
A partire dal <strong>2011</strong> (rinviate di un anno, dunque, le misure previste in finanziaria 2010) il numero dei <strong>Consiglieri</strong> comunali e provinciali sarà ridotto del <strong>20%</strong> (complessivamente si tratterà di circa 40mila unità); il numero degli <strong>Assessori</strong>, invece, vedrà una riduzione del <strong>25%</strong>. Per una maggiore chiarezza, è possibile visionare in maniera analitica queste riduzioni cliccando sul link seguente:</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Previsione delle riduzioni di Consiglieri e Assessori" href="http://www.carlopoti.it/doc/elenco dati riduzioni consigli e giunte.pdf" target="_blank">Previsione delle riduzioni di Consiglieri e Assessori</a></p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente ai tagli degli Assessori, il provvedimento vale <strong>già da quest’anno</strong> per i Comuni e le Province chiamati alle urne. Infatti, la legge prevede che il loro numero non sia superiore ad un quarto dei Consiglieri.<br />
Per fare un esempio, per il Comune di <strong>Melendugno</strong> i Consiglieri eletti tra quattro anni saranno 12 invece degli attuali 16, mentre gli Assessori saranno 3 invece degli attuali 6.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TAGLIO DI ALTRI RUOLI E ORGANISMI</strong><br />
Dal prossimo anno salteranno numerosi altri ruoli ed organismi che nel tempo erano stati creati all’interno o a supporto degli enti.<br />
In particolare: i <strong>difensori civici</strong> dei Comuni (effettivamente in molti casi un ruolo mai decollato, quasi sempre frutto di spartizione partitica), le Autorità <strong>ATO</strong> (Ambito Territoriale Ottimale, che finora si sono occupate della gestione di rifiuti e acqua), le <strong>Circoscrizioni</strong> nelle città con meno di 250mila abitanti (effettivamente spesso divenuti luoghi per piazzare personaggi non eletti nei Consigli), i <strong>Direttori Generali</strong> negli enti sotto i 100mila abitanti (tuttavia si aspetterà la scadenza del loro mandato), i <strong>Consorzi</strong> fra enti locali. Per il taglio ai Consorzi di Bonifica, invece, si rimanda al Codice delle Autonomie.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal momento che il mio approccio alle questioni relative alle Pubbliche Amministrazioni (lo sottolineo ancora una volta) è manageriale, strategico, e non burocratico, normativo, mi interessa capire se un provvedimento può funzionare o meno. Cioè, comprendere in profondità le modifiche che avvengono sul piano <strong>organizzativo</strong>, dei <strong>processi</strong>, della <strong>buona gestione</strong>. In definitiva, le modifiche che intervengono sulla capacità dell’ente di organizzarsi per rispondere al meglio ai bisogni dell’utente-cittadino e alle esigenze strategiche che si pongono nella programmazione degli interventi da mettere in atto.<br />
Pertanto se quanto sopra descritto, in prima analisi, può sembrare assolutamente positivo, <strong>non è detto</strong> che lo sia nell’applicazione. Certamente <strong>positive</strong>, già a prima vista, sono le soppressioni di enti intermedi inutili che gestiscono materie tranquillamente gestibili senza la necessità di moltiplicare le strutture. Così, è certamente positiva la riduzione del numero dei Consiglieri nei Comuni e nelle Province di medie e grandi dimensioni (che costituiscono una piccola fetta dei Comuni italiani).<br />
Da <strong>mettere alla prova</strong>, invece, i tagli agli Assessori nei Comuni della fascia di popolazione tra i 3mila e i 10mila abitanti (fascia nella quale rientra il Comune di Melendugno), oppure quella leggermente superiore. Oggi, a fronte di una carenza di personale, spesso gli Assessori si trovano a svolgere un lavoro molto dispendioso in termini di tempo (a volte svolgendo mansioni di competenza degli uffici). <em>Potrebbe accadere</em> che, tagliando il loro numero, venga meno anche una parte di attività indispensabili.<br />
Anche la figura del <strong>Direttore Generale</strong>, spesso, è divenuta insostituibile nell’ottica del miglioramento organizzativo e gestionale, nonché del conseguimento di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa. Certamente non lo è nel momento in cui esso diviene un ruolo puramente affidato a qualcuno “da accontentare”, che magari non è riuscito ad essere eletto in Consiglio, anziché a persone competenti.<br />
Comunque, sarà tutto da sperimentare. Non vanno trascurati gli aspetti positivi del provvedimento, ma occorre prestare attenzione a tutti gli effetti che esso produrrà, tenendo presente sempre la direzione maestra: l’ente va pensato e regolato, nelle sue articolazioni, nell’ottica di <strong>strumento</strong> adeguato per la soddisfazione dell’interesse pubblico.</p>
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		<title>Non decolla il Project Finance negli enti locali</title>
		<link>http://www.carlopoti.it/non-decolla-il-project-finance-negli-enti-locali/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 22:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amministrazione Pubblica]]></category>

		<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla Bocconi i risultati di uno studio su 2.236 progetti. La causa: un approccio ancora troppo giuridico allo strumento.

Fonte immagine: www.scuolaedilelecce.it
[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 20/09/2009]
La realtà delle operazioni di Project Finance negli enti locali italiani è impietosa: si osserva, infatti, una mortalità di quasi il 90% di tali operazioni.
E’ il risultato fornito da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla Bocconi i risultati di uno studio su 2.236 progetti. La causa: un approccio ancora troppo giuridico allo strumento.</em></p>
<p><a href="http://img23.imageshack.us/i/cantiere2.jpg/"><img src="http://img23.imageshack.us/img23/9240/cantiere2.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a><br />
<em>Fonte immagine: www.scuolaedilelecce.it</em></p>
<p><em>[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 20/09/2009]</em></p>
<p style="text-align: justify;">La realtà delle operazioni di <strong>Project Finance</strong> negli enti locali italiani è impietosa: si osserva, infatti, una <strong>mortalità di quasi il 90%</strong> di tali operazioni.<br />
E’ il risultato fornito da una ricerca realizzata e pubblicata in un rapporto dell’OCAP (Osservatorio sul Cambiamento delle Amministrazioni Pubbliche) dal nome “<em>Le operazioni di project finance: stato dell’arte e indicazioni per il futuro</em>”, a cura del Prof. Fabio Amatucci e della Prof.ssa Veronica Vecchi (area <em>Public Management and Policy</em> – SDA Bocconi).</p>
<p style="text-align: justify;">Il Project Finance, tradotto spesso in italiano con i termini “finanza di progetto”, è uno strumento impiegato per il <strong>finanziamento</strong> di <em>opere pubbliche</em> che già da molto tempo viene utilizzato in altri Paesi e la cui diffusione nelle Pubbliche Amministrazioni italiane è stata, in questi anni, notevole. Per fare un esempio, lo scorso anno si calcolava un totale di circa 80 operazioni per Aziende Ospedaliere e di circa 4.000 operazioni riguardanti enti locali.<br />
Purtroppo, però, nonostante in sé lo strumento presenti tutte le caratteristiche affinché, se impiegato in modo coerente, nelle <strong>operazioni opportune</strong> e con tutte le <strong>analisi preliminari</strong> di cui necessita, possa essere considerato validissimo nel finanziamento (a <em>impatto “zero”</em> per le Amministrazioni Pubbliche) di opere che possono migliorare in modo sostanziale la qualità della vita dei cittadini, il <strong>90%</strong> delle operazioni dell’ultimo triennio non ha trovato realizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Data la sempre maggiore <em>scarsità di risorse finanziarie</em> a disposizione degli enti locali e i vincoli stringenti del <em>Patto di Stabilità</em> (nato per arginare la crescita della spesa pubblica e garantire la compartecipazione degli enti territoriali agli equilibri generali di finanza pubblica), il Project Finance può rappresentare una leva molto valida per finanziare, mediante <strong>capitali privati</strong>, investimenti di certe dimensioni e con determinate caratteristiche. Il privato <em>recupera</em>, poi, i mezzi finanziari investiti mediante i ricavi e gli utili derivanti dalla <strong>gestione</strong> dell’opera (ad esempio, le tariffe di un parcheggio, i canoni di locazione di un edificio pubblico). Pertanto, perché l’operazione possa realizzarsi pienamente, è necessario che il progetto presenti una certa <em>validità</em> in termini <strong>economico-finanziari</strong>. Le opere per le quali si trova maggiore applicazione dello strumento sono: impianti sportivi, parcheggi, ospedali, cimiteri, edifici pubblici.<br />
Alle motivazioni precedentemente espresse, si possono aggiungere ragioni di natura qualitativa dei progetti o, ancora, di riduzione dei tempi che vanno dalla progettazione al cantiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla ricerca in questione, però, emerge il ritratto di una Pubblica Amministrazione ancorata a <strong>vecchi principi</strong> di gestione. Un approccio <strong>strategico-manageriale</strong> stenta ancora a diffondersi nei livelli direzionali degli enti locali italiani in favore di un più diffuso approccio <strong>giuridico-burocratico</strong> alle questioni, in questo caso agli <em>strumenti di finanziamento</em>.<br />
Comprendiamo meglio queste affermazioni analizzando brevemente i dati presentati nella ricerca.<br />
Una precisazione: le operazioni di Project Finance si suddividono in operazioni a <em>iniziativa privata</em> (il privato presenta la proposta di progetto per la realizzazione e successiva gestione dell’opera pubblica) e operazioni a <em>iniziativa pubblica</em> (l’ente presenta un progetto preliminare al quale il privato deve conformarsi).<br />
La ricerca prende in esame le 2.236 operazioni avviate tra il 2005 e il 2008. Tra queste, solo<strong> 274</strong> sono state aggiudicate. Il resto (circa il 90%, appunto) si è <em>“perso”</em> nelle fasi intermedie, comportando comunque il sostenimento di costi che si sono poi rivelati inutili, con evidente sperpero di denaro pubblico. Più della metà delle operazioni in esame riguardano iniziativa privata. Tra queste, soltanto il 9% aveva alla base uno <strong>studio di fattibilità</strong> realizzato dalla stazione appaltante (l’ente).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le operazioni non realizzate sono fallite perché presentano comprovate <em>mancanze</em> da parte delle relative Amministrazioni. Ne cito alcune. La ricerca dimostra come nella maggior parte dei casi si è trattato di scarsa <em>verifica della pre-fattibilità</em>, dei <em>rischi</em> e <em>dell’impatto nel medio/lungo termine</em> relativi al progetto. Un’altra grave mancanza è attribuibile alla <em>mancanza di chiarezza</em> da parte dell’ente, che ha comportato un’assenza di proposte dei promotori e, quindi, un fallimento dell’intera operazione. Ancora, va sottolineata una<em> scadente programmazione</em> delle finalità dell’investimento con riferimento al contesto territoriale.<br />
Presentati questi dati della ricerca, possiamo riprendere il giudizio sulla questione ed affermare nuovamente e con maggior convinzione che negli enti locali italiani <strong>manca</strong> ancora un <strong>approccio manageriale</strong> (attenzione: non va identificato con &#8220;il far quadrare i conti!!&#8221;) alle politiche da intraprendere in favore delle comunità amministrate ed agli strumenti necessari per poterle realizzare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso specifico risulta evidente, ma non si corre alcun rischio se si fa un tentativo di generalizzazione: gli strumenti di finanziamento, in particolare il Project Finance (ma si potrebbe fare l’esempio di tanti altri strumenti finanziari che si è cercato di introdurre negli ultimi anni nella P.A.), vengono ancora osservati e gestiti sottoforma di <em>operazioni giuridiche</em>, sotto l’aspetto puramente <strong>procedurale</strong>, trascurando gli aspetti e le valutazioni economiche essenziali per la loro validità. La speranza è che in futuro gli enti acquisiscano e impieghino sempre maggiori competenze in tali valutazioni. Anche perché, come affermano i due docenti della Bocconi a commento dei risultati, “<em>l’approfondimento di tali aspetti darebbe <strong>maggior potere negoziale</strong> alle Amministrazioni Pubbliche nei confronti dei privati</em>” e, dico io, in un momento in cui gli enti sembrano perdere credibilità ed autorevolezza nell’ambiente di riferimento, non è certamente un fatto trascurabile.</p>
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		<title>Società partecipate: più politica e più management</title>
		<link>http://www.carlopoti.it/societa-partecipate-piu-politica-e-piu-management-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 16:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amministrazione Pubblica]]></category>

		<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>

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		<description><![CDATA[
(Fonte immagine: http://www.kdubiq.org)
Rielaborazione da:&#8220;Società partecipate: più politica e più management. Con attenzione al cittadino&#8221;
[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 20/04/2009]


Una questione di grande importanza nell’economia nazionale e nella Pubblica Amministrazione è quella delle aziende di servizi pubblici di proprietà degli Enti locali, definite “società partecipate” data la loro natura giuridica sotto la forma di società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img142.imageshack.us/i/management.jpg/"><img src="http://img142.imageshack.us/img142/2940/management.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a><br />
(Fonte immagine: http://www.kdubiq.org)</p>
<p>Rielaborazione da:<em>&#8220;Società partecipate: più politica e più management. Con attenzione al cittadino&#8221;<br />
</em><em>[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 20/04/2009]</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Una questione di grande importanza nell’economia nazionale e nella <em>Pubblica Amministrazione</em> è quella delle aziende di servizi pubblici di proprietà degli Enti locali, definite “<em><strong>società partecipate</strong></em>” data la loro natura giuridica sotto la forma di società di capitali e la proprietà di tutto o di parte del loro capitale in capo a Comuni e Provincie. Un discorso più ampio andrebbe fatto sulle società partecipate in generale, anche quelle statali e regionali, ma in quest’articolo (per ragioni di spazio ma anche di efficacia dell’analisi) pongo l’attenzione sull’ambito locale.<br />
Una grossa fetta delle società in esame è “a totale partecipazione pubblica”, cioè il capitale è interamente di proprietà dell’Ente locale.<br />
Queste società, di solito nella forma di s.p.a. (società per azioni) o s.r.l. (società a responsabilità limitata), forniscono servizi agli Enti proprietari in base ad un affidamento da parte degli stessi e secondo delle regole precise che la legge ha progressivamente fissato. Una totale o maggioritaria partecipazione dell’Ente nel capitale della società garantisce la possibilità di un <strong>affido diretto</strong> (“<em>in house</em>”) di servizi pubblici senza la necessità di avviare una gara di selezione pubblica, anche se nel secondo caso occorre comunque procedere alla nomina del socio privato mediante selezione pubblica. Questo avviene in quanto tali società vengono considerate “parte dell’Ente proprietario”, il quale deve risultare beneficiario della quasi totalità delle attività svolte da esse e deve esercitare un controllo su di esse come fossero settori dell’Ente stesso. Tra l’altro quest’impianto è stato soggetto a numerose critiche e volontà di cambiamento (basti pensare alle misure proposte dall’ex Ministro Lanzillotta) perché definito “lesivo della concorrenza”.<br />
L’opportunità di <em>esternalizzare</em> determinate attività mediante l’affido a queste società trova radici sia nella carenza di personale all’interno dell’Ente (elemento che ne impedisce di fatto l’esecuzione in economia) sia nell’esigenza di maggiore flessibilità, competenza, efficienza ed efficacia che una struttura aziendale sul modello privatistico, seppur di proprietà pubblica, può garantire.<br />
La figura della società partecipata si presenta come moderna discendente delle vecchie “municipalizzate”, modello che entrò in crisi per via della cattiva gestione e dei risultati negativi che essa produsse. Non mi soffermo ad analizzare l’evoluzione normativa sull’argomento, che potrebbe partire dai primi del Novecento, in quanto il senso dell’articolo è strettamente economico-manageriale, un parere sulla grande questione della gestione di queste aziende. Comunque vari sono stati gli interventi normativi negli anni Novanta, culminati nell’importante regolamentazione da parte del d.lgs. 267/2000 (TUEL), artt. 112 e ss.<br />
La questione nodale del discorso va posta sulla <strong>corporate governance</strong> di queste società. Cioè sulle modalità di governo, di decisione e gestione. Perché? L’Ente locale è nello stesso tempo il proprietario e il beneficiario (trasposto nei cittadini) dei servizi pubblici. La società, per sua natura, è orientata ai risultati e all’efficienza, ma si trova a dover erogare servizi pubblici verso l’Ente che deve tutelare l’interesse dei suoi cittadini, pur essendo proprietario (socio) e, dunque, avendo una necessità di orientare la gestione ai risultati. Da una parte orientamento alla massima soddisfazione dell’interesse dei cittadini, massima quantità e qualità dei servizi, dall’altra orientamento all’efficienza e, almeno, al pareggio di bilancio.<br />
Come direbbero i miei maestri di <em>management pubblico</em>, è il famoso dibattito <strong>committenza-proprietà</strong> che è connaturato alla questione.<br />
Osservando l’andamento delle società partecipate in Italia, dove ce ne sono anche diverse di grandi dimensioni (anche quotate in Borsa), si può vedere come molte di esse abbiano finito per divenire carrozzoni inefficienti asserviti a discutibili decisioni di alcuni politici, generatori di sprechi notevoli, spesso utilizzate per assumere con maggior flessibilità una quantità di lavoratori insostenibile per il loro bilancio. Molte fra esse sono giunte a produrre perdite notevoli e guai seri per le casse degli Enti, chiamati a ripianare le perdite e garantire i creditori a causa della situazione di dissesto delle società.<br />
Nonostante questo, però, non sono sfavorevole ad un rapporto di fiducia tra politici e manager, purché si tratti di manager capaci. Mi spiego. Il futuro della corporate governance di queste società, per risolvere i conflitti o le degenerazioni che negli anni il rapporto committenza-proprietà (aggravato da un cattivo uso delle decisioni politiche) deve essere orientato secondo questa condizione: più politica e più management. Sono profondamente convinto che le società partecipate possano assumere un ruolo sempre migliore, orientato al miglior soddisfacimento dell’interesse pubblico e ad una contemporanea corretta gestione aziendale. Ad una condizione: che la <strong>politica</strong> riscopra il suo “alto” valore, il suo compito più nobile. In questo senso la politica deve saper esprimere una visione innovativa di lungo periodo, anticipando e interpretando il cambiamento mediante un disegno strategico di ampio respiro in grado di dare risposte ai bisogni emergenti delle comunità amministrate.<br />
Le Amministrazioni devono essere capaci di definire una direzione di marcia per le società partecipate, orientate ad una gestione efficiente ma al contempo diretta alla qualità dei servizi erogati ai cittadini, e operare un opportuno controllo sull’effettiva attuazione. E questo ruolo, la politica (che in questo caso rappresenta la <strong>proprietà</strong>), lo deve tradurre nella nomina di un <strong>management</strong> di fiducia, secondo un rapporto virtuoso e fisiologico tra politica e management, capace in concreta autonomia di tradurre a sua volta in atti di gestione le linee guida, l’indirizzo strategico definito. Per realizzare questa visione, quindi, è necessaria più qualità nell’azione politica e più qualità nel management.<br />
Tutto questo nulla ha a che fare con la condizione dell’influenza politica sulle decisioni dell’impresa. Anzi, come detto, è l’unica via per salvaguardare il ruolo alto della politica, l’interesse dei cittadini e la buona gestione.<br />
In ultimo, ma prioritariamente in termini di importanza, occorre dare più forza al <strong>cittadino-utente</strong>, perché possa avere una sicura tutela mediante, ad esempio, meccanismi ben strutturati di rimborso in caso di performance a livelli inferiori agli standard definiti, e perché possa svolgere un ruolo determinante in termini di corretta informazione e di partecipazione, mediante una valutazione incisiva dei servizi. Queste tesi sono sostenute con forza dai più grandi studiosi della materia e, tra l&#8217;altro, miei maestri. In particolare il Prof. Valotti e il Prof. Longo, Università e SDA Bocconi.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong>Più politica</strong>, <strong>più management</strong> e <strong>più cittadino</strong>: ecco le mie direttrici per una svolta nella governance delle società partecipate.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">[<em>l'argomento è molto delicato e in costante evoluzione normativa, basti pensare alle novità introdotte dal d.l. 112/2008 convertito nella l. 133/2008</em>]</p>
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		<title>Economia in difficoltà, l&#8217;opportunità viene dai Paesi poveri</title>
		<link>http://www.carlopoti.it/economia-in-difficolta-lopportunita-viene-dai-paesi-poveri/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 16:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia e Sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Rielaborazione da: &#8220;Economia in difficoltà, l&#8217;opportunità viene dai Paesi poveri&#8221;.
[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 10/07/2009]
 
In questo momento l’economia mondiale attraversa ancora una fase di difficoltà notevole. Oramai si ascoltano quotidianamente pareri discordanti circa la possibile ripresa economica. C’è chi parla di fine 2009, c’è chi dice che bisogna attendere la metà del 2010, c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img337.imageshack.us/i/paesisviluppo.jpg/"><img src="http://img337.imageshack.us/img337/5691/paesisviluppo.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Rielaborazione da: <em>&#8220;Economia in difficoltà, l&#8217;opportunità viene dai Paesi poveri&#8221;</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em>[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 10/07/2009]</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">In questo momento l’economia mondiale attraversa ancora una fase di difficoltà notevole. Oramai si ascoltano quotidianamente pareri discordanti circa la possibile ripresa economica. C’è chi parla di fine 2009, c’è chi dice che bisogna attendere la metà del 2010, c’è anche chi sostiene che bisognerà attendere ancora più a lungo. La verità, come ho già detto in precedenti interventi, è che risulta davvero difficile poter fare delle ipotesi precise, stante la <em>complessità</em> che oggi il sistema economico e finanziario globale presenta, per la numerosità dei fattori che lo condizionano, rispetto a qualche decennio fa. Più volte ho sottolineato la necessità che i Governi prendano in maggiore considerazione il problema del <strong>debito pubblico</strong> elevato, per quanto concerne la finanza pubblica, e l’opportunità che viene dalla maggiore inclusione dei Paesi emergenti e in via di sviluppo per quel che riguarda, invece, le prospettive per una ripresa duratura e per un mercato più ricco e più equo. Certamente, dal G8 si attendono risposte su molti fronti [<em>N.B. quando è stato scritto l'articolo mancava poco al G8</em>].<br />
Consideriamo, infatti, l’ipotesi che sempre maggiori fette di popolazione dei continenti poveri, ad esempio l’Africa, riescano ad acquisire una posizione attiva di operatori nel mercato internazionale. Sia dal lato dei produttori, sia dal lato dei consumatori. Eccola lì, l’opportunità: già questa ipotesi significa che grandi investimenti sono stati operati nella costruzione di infrastrutture, nella costituzione di nuove imprese locali o nella internazionalizzazione di imprese già esistenti. Inoltre, maggior benessere di tali nuovi consumatori porta maggiori acquisti di servizi e prodotti di qualità, proprio quelli che caratterizzano (e sarà così in modo sempre maggiore) i Paesi più sviluppati. E quindi un sostegno indiretto all’economia, con la possibilità di creare nuovi posti di lavoro (o riconvertire gli esistenti), in tali sistemi economici. Oltre al dato, ovviamente, di aver creato benessere per un sempre maggior numero di abitanti del pianeta che, finora, sono stati vittime di sottosviluppo e povertà.<br />
Eccola, l’opportunità, anche per arginare il fenomeno dell’emigrazione massiccia causata da povertà.<br />
Già notevoli passi in avanti sono stati fatti negli ultimi dieci anni. Però, ne sono fortemente convinto, più si agirà verso questa direzione più rapido sarà il consolidamento del sistema di produzione e scambio di beni e servizi a livello mondiale, più solida sarà la finanza (che può tornare ad essere in larga misura stretta compagna dell’economia reale, anche mediante nuove forme di credito).<br />
Nel frattempo, guardando alla situazione del nostro Paese, il Governo italiano ha approvato una serie di misure “anti-crisi”. Certamente non possono essere considerate un forte incentivo alla ripresa economica e finanziaria che, come detto, ha bisogno di politiche internazionali e di respiro <strong>molto più ampio</strong>. Tuttavia, misure quali la detassazione (defiscalizzazione al 50%) degli utili reinvestiti in acquisto di macchinari industriali, il bonus (integrazione salariale) per i datori che non licenziano dipendenti o per i lavoratori in Cassa Integrazione e mobilità che avviano un lavoro autonomo, la riduzione del costo del gas (in base ai tassi di utilizzo), l’aumento notevole dei rimborsi sulle obbligazioni Alitalia, il prolungamento del termine di esecuzione degli sfratti (al 31 dicembre 2009), l’abolizione del ticket sulla medicina specialistica, l’aumento della velocità dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni (responsabilizzando maggiormente gli Enti), possono rappresentare un buon sostegno per famiglie e imprese. Anche se, ovviamente, <strong>non esaustivo</strong> e <strong>non strutturale</strong>. Soprattutto nel Mezzogiorno.<br />
Dunque le attese sulle scelte che in questi giorni [<em>N.B. quando è stato scritto l'articolo mancava poco al G8</em>] assumeranno i grandi del mondo sono elevate, considerati anche i dati recenti sui grandi aggregati dell’economia e della finanza pubblica del nostro Paese. Aumento record del debito pubblico, del rapporto deficit/PIL (ovvio, dato che il deficit aumenta e il PIL diminuisce notevolmente), calo delle entrate fiscali, aumento della disoccupazione, sono da considerarsi quasi come conseguenze scontate in periodi di crisi. Però non vanno assolutamente sottovalutate.<br />
Un’economia “<strong>civile</strong>”, che rimetta al centro la <strong>persona</strong> con le sue relazioni, un maggior coinvolgimento dei <em>Paesi emergenti</em> nelle decisioni, maggiori investimenti per lo sviluppo dei <em>Paesi poveri</em>, nuove regole per una <em>finanza</em> legata in modo sempre minore a operazioni basate su valori e parametri inesistenti, maggior attenzione al <em>debito pubblico</em>, attenzione alla <em>riconversione</em> verso settori basati sull’<em>immaterialità</em> (servizi) nei Paesi più sviluppati, sono solo alcune ma, a mio avviso, abbastanza significative, vie per cercare di rimettere in moto un sistema che ha bisogno di ripartire presto e di consolidarsi.</p>
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		<item>
		<title>Comunali 2009, i risultati e la nuova &#8220;squadra&#8221;</title>
		<link>http://www.carlopoti.it/comunali-2009-i-risultati/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 11:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

		<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, eccomi di nuovo con voi a dare uno sguardo agli esiti delle elezioni comunali 2009. Cercherò di analizzare i dati sotto alcuni, immediati, punti di vista. A mio avviso è stata una competizione avvincente, come si prospettava, del resto, alla vigilia.
Innanzitutto, i voti complessivi delle due liste sono stati i seguenti:
LISTA N. 1: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari amici, eccomi di nuovo con voi a dare uno sguardo agli esiti delle elezioni comunali 2009. Cercherò di analizzare i dati sotto alcuni, immediati, punti di vista. A mio avviso è stata una competizione avvincente, come si prospettava, del resto, alla vigilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, i <span style="text-decoration: underline;">voti complessivi</span> delle due liste sono stati i seguenti:<br />
<strong>LISTA N. 1</strong>: <em>“Per Melendugno e Borgagne”</em>  - <strong>3.533</strong><br />
<strong>LISTA N. 2</strong>: <em>“UNITI per Melendugno e Borgagne”</em>  - <strong>3.182<br />
</strong>Pertanto, per la differenza di <strong>351</strong> voti, il nuovo <strong>Sindaco</strong> di Melendugno è <strong>Vittorio Potì</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le somme precedenti possono suddividersi come segue.</p>
<p style="text-align: justify;">I <span style="text-decoration: underline;">voti ai soli candidati sindaci</span> (<em>voti dati solo alla lista barrando il simbolo</em>) sono stati i seguenti:<br />
<strong>Vittorio Potì -</strong> <em>“Per Melendugno e Borgagne”</em>  - <strong>448</strong> (<em><strong>364</strong> a Melendugno, <strong>84</strong> a Borgagne</em>)<br />
<strong>Luigi Roberto Felline -</strong> <em>“UNITI per Melendugno e Borgagne”</em>  - <strong>518 </strong>(<em><strong>426 </strong>a Melendugno, <strong>92 </strong>a Borgagne</em>)</p>
<p style="text-align: justify;">I <span style="text-decoration: underline;">voti di preferenza ai candidati al Consiglio Comunale</span> sono stati (i voti in grassetto corrispondono ai nuovi componenti dell&#8217;assise cittadina):</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Candidati LISTA N. 1</strong></span>: <em>“Per Melendugno e Borgagne”</em>  (totale <strong>3.085</strong> - <em><strong>2.150</strong> a Melendugno, <strong>935</strong> a Borgagne</em>)<br />
1. BUFANO Fabio - <strong>275</strong><br />
2. CISTERNINO Oronzo Maurizio - <strong>267</strong><br />
3. CONTE Niceta (detta “Tina”) - 65<br />
4. CORVINO Niceta - <strong>179</strong><br />
5. DE RINALDIS Ezio Antonio - 99<br />
6. DIMA Luca Maria - <strong>256</strong><br />
7. DIMA Simone - <strong>138</strong><br />
8. DORIA Massimo - 95<br />
9. DURANTE Antonio (detto “Uccio”) - <strong>188</strong><br />
10. GALASSO Erlene - 92<br />
11. MANGIACAVALLO Alberto - <strong>135</strong><br />
12. MAZZEO Oronzo Giuseppe - 106<br />
13. POTENZA Sandro - <strong>238</strong><br />
14. PRETE Anna Elisa - <strong>287</strong><br />
15. RUSSO Mauro - <strong>478</strong><br />
16. SERINO Luigi - <strong>187</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Candidati LISTA N. 2</strong></span>: <em>“UNITI per Melendugno e Borgagne” </em>(totale <strong>2.664</strong> - <em><strong>2.224</strong> a Melendugno, <strong>440 </strong>a Borgagne</em>)<br />
1. CANDIDO Francesco (detto “Franco”) - 154<br />
2. CANDIDO Pantaleo (detto “Leo”) - 80<br />
3. CARRA Luigi - 53<br />
4. CARROZZO Lara - 86<br />
5. DEGAETANI Luigi - <strong>214</strong><br />
6. DURANTE Cherubino - <strong>338</strong><br />
7. GALATI Angelo - <strong>351</strong><br />
8. GIAUSA Marino Francesco Giulio - <strong>286</strong><br />
9. MARRA Giuseppe - 164<br />
10. MARRA Pietro (detto “Piero”) - 188<br />
11. MONTINARO Andrea - 209<br />
12. PETRACHI Sonia - 97<br />
13. SERINO Giuliana - 102<br />
14. STELLA Francesco - 189<br />
15. TROVE’ Fernando Antonio - 91<br />
16. VERI Alessandro - 62<br />
(oltre ai 4 precedenti contrassegnati dal grassetto, della minoranza in Consiglio fa parte anche <strong>Roberto Felline</strong>)</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo suddividere il voto tra Melendugno e Borgagne, complessivamente la situazione è:<br />
- <em>Melendugno</em>: Lista n. 2 &gt; Lista n. 1 (<strong>136 voti</strong>)<br />
- <em>Borgagne</em>: Lista n. 1 &gt; Lista n. 2 (<strong>487 voti</strong>)<br />
La differenza è, ovviamente, quella indicata in principio: <strong>351 voti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da parte mia l&#8217;<strong>augurio di un buon lavoro</strong> alla nuova <em>maggioranza</em> e al nuovo Sindaco, con l&#8217;auspicio che la futura azione amministrativa sia connotata da costante <strong>trasparenza</strong> e sia sempre indirizzata verso l&#8217;obiettivo vero: migliorare la <strong>qualità della vita</strong> di tutti i cittadini, in ogni senso. Alla futura <em>opposizione</em> (ruolo a mio avviso importantissimo), tanti auguri di buon lavoro di controllo costante e impegno propositivo, sempre dalla parte dei cittadini.<br />
Comunque, io sarò sempre qui a vigilare con immutato <em>senso civico</em> su tutto ciò che accadrà nella nostra Melendugno, continuando ad essere (anche grazie a questo blog) baluardo dei diritti e dei doveri dei cittadini, dei loro bisogni e della <strong>verità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align: left;">Varata la <span style="text-decoration: underline;">nuova <strong>Giunta Comunale</strong></span>:<br />
- <strong>Mauro Russo</strong> (<em>vicesindaco, deleghe al Patrimonio, Affari Generali, Servizi Tecnologici, Sviluppo del Territorio, Decoro urbano</em>)<br />
- <strong>Luigi Serino</strong> (<em>Politiche Sociali</em>)<br />
- <strong>Antonio Durante</strong> (<em>Lavori Pubblici, Urbanistica, Edilizia Residenziale Pubblica</em>)<br />
- <strong>Niceta Corvino</strong> (<em>Organizzazione degli Uffici e dei Servizi, Personale, Politiche Comunitarie</em>)<br />
- <strong>Fabio Bufano</strong> (<em>Bilancio, Controllo interno di Gestione, Attività Produttive</em>)<br />
- <strong>Annaelisa Prete</strong> (<em>Politiche Culturali, Pubblica Istruzione, Archivio e Biblioteca</em>)</p>
<p style="text-align: justify;">Assessori dell&#8217;<strong><span style="text-decoration: underline;">Unione dei Comuni</span>:<br />
- Luca Dima<br />
-</strong> <strong>Maurizio Cisternino </strong><br />
Essi ricevono inoltre delle deleghe speciali da Consiglieri Comunali. Il primo si occuperà di <em>Tutela dell&#8217;Ambiente e delle Energie Rinnovabili</em>. Il secondo si occuperà di <em>Vigili Urbani, Sport, Attività Turistiche e Commerciali, Spettacoli estivi nelle marine</em>.<br />
Un&#8217;altra delega speciale è quella alle <em>Politiche Giovanili</em>, affidata al Consigliere <strong>Simone Dima</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Presidente del Consiglio Comunale</em> sarà <strong>Alberto Mangiacavallo</strong> (figura nuova per Melendugno, finora era stato il Sindaco a dirigere i lavori del Consiglio Comunale). Invece il <em>Capogruppo di Maggioranza</em> in Consiglio sarà <strong>Sandro Potenza</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La mia esperienza a L&#8217;Aquila [di Leandro Candido]</title>
		<link>http://www.carlopoti.it/la-mia-esperienza-a-laquila/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 16:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
[Ricevo e pubblico un articolo da parte di Leandro Candido. Amico, nostro concittadino, laureato in Ingegneria e brillante studente dell'Alta Scuola Politecnica - Milano. Ci racconta la sua esperienza a L'Aquila con un articolo ricco di particolari tecnici ed umani...]
Carissimi amici,
penso sia un gesto carino condividere con tutti voi la mia esperienza a L’Aquila dopo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://img30.imageshack.us/my.php?image=immagineeyp.jpg"><img src="http://img30.imageshack.us/img30/1429/immagineeyp.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>[Ricevo e pubblico un articolo da parte di Leandro Candido. Amico, nostro concittadino, laureato in Ingegneria e brillante studente dell'Alta Scuola Politecnica - Milano. Ci racconta la sua esperienza a L'Aquila con un articolo ricco di particolari tecnici ed umani...]</em></p>
<p style="text-align: justify;">Carissimi amici,<br />
penso sia un gesto carino condividere con tutti voi la mia esperienza a L’Aquila dopo il tragico evento sismico dello scorso 6 Aprile. Per tale motivo ho deciso di scrivere e di mettervi a disposizione la presentazione che ho esposto ai miei colleghi del corso di Costruzioni in zona sismica. Ringrazio vivamente Carlo per la generosità con cui presta il suo spazio all’uso pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è cominciato con la speciale opportunità di intraprendere un lavoro di tesi nell’ambito di un progetto di ricerca sul comportamento di elementi strutturali sottoposti a carichi sismici in cui è coinvolto il noto Prof. Spacone, che insegna all’Università di Pescara. Grazie a lui, ho avuto la possibilità di visitare L’Aquila due volte nell’arco di un mese a pochissimi giorni di distanza dal terremoto.<br />
In particolare, il 16 Aprile ho preso parte alle operazioni di verifica dell’agibilità antisismica degli edifici siti in Assergi, piccola frazione di L’Aquila distante 4 km, mentre il 24 Aprile mi sono unito ad una squadra di esplorazione di ingegneri che quasi in modo piratesco è andata per le vie di L’Aquila (ma non in centro, blindatissimo!) a caccia di strutture danneggiate che potessero essere di interesse didattico e scientifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui ho potuto osservare <strong>tipologie costruttive</strong> del tutto differenti.<br />
Ad esempio ho visto abitazioni dei centri storici di antica origine, dove praticamente le case erano appoggiate una all’altra e dove si è verificata la maggiore distruzione. Per darvi un’idea, pensate che queste case avevano delle “tegole” fermate da massi e pietre posizionate al di sopra di esse, e che le scosse hanno catapultato per strada. Nei centri storici ho visto anche molte case costruite tra i primi del novecento e gli anni ’40, in cui lo schema era quello classico a volte, esattamente come quelle delle case dei nostri nonni a Melendugno. Bene, la maggior parte di queste volte non avevano “catene” orizzontali che servono principalmente a contenere la spinta che la pesante volta stessa impone ai muri cui si poggia. Inoltre le volte lavorano molto bene se compresse, ma il sisma, nel suo caratteristico scuotimento in tutte le direzioni, inverte le forze all’interno delle strutture causando la rottura e spesso il collasso delle stesse. Essendo inoltre i materiali antichi, si capisce come queste strutture siano crollate molto presto e come in questi casi solo la provvidenza ha potuto scegliere quali abitazioni salvare. Lo stesso tipo di comportamento è stato dimostrato dagli edifici costruiti in muratura “a sacco”, cioè gettando senza regola pietre e malta cementizia dentro delle casseforme che danno la forma desiderata agli elementi.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente a che fare con le case in muratura di recente costruzione. Ho visto infatti, una tipologia di costruzione che ha retto magnificamente agli attacchi del sisma. Si tratta di edifici costruiti con blocchetti pieni di calcestruzzo (per intendersi, come i mattoni che vediamo nelle case in costruzione nella nostra zona, ma completamente pieni). Queste strutture, non più alte di tre piani, non hanno avuto danni per due motivi essenziali. In primo luogo le forze sono state uniformemente distribuite lungo tutta la struttura, e in secondo luogo erano state costruite dai proprietari stessi, che ci avevano messo molta attenzione ed esperienza, e che non si erano di certo risparmiati nell’uso dei materiali. Queste strutture sono state decisamente più efficaci confrontate ad altre equivalenti costruite con telai in calcestruzzo armato.</p>
<p style="text-align: justify;">Venendo a queste ultime, si tratta delle costruzioni di maggiore interesse scientifico perché costruite in tempi più recenti e in accordo ai criteri normativi che si sono succeduti dal dopoguerra. Qui si possono distinguere nettamente due categorie: le strutture pre-1984 e quelle post. Le prime infatti, sono state costruite in totale assenza di criteri normativi attenti agli aspetti sismici, in quanto la conoscenza dei fenomeni era limitata e la sensibilità e l’approccio a tali eventi erano significativamente meno razionali e razionalizzati. In questo caso quindi, non si può parlare di negligenza o imperizia da parte dei progettisti di quegli edifici che sono crollati o almeno parzialmente collassati. Diverso è, invece, il caso delle costruzioni post-1984. Infatti, il terremoto dell’Irpinia scosse l’opinione pubblica e spinse i centri universitari e i governi verso l’adozione di criteri che aprissero alla prevenzione degli eventi sismici, iniziando con una prima classificazione e mappatura del territorio italiano. Le strutture post-1984, e quindi piuttosto recenti, non sarebbero dovute collassare, ma subire tutta una serie di danni, che sono assolutamente nelle regole del gioco. La tipica rottura a croce che si verifica sui muri, la caduta degli stessi e il danneggiamento di tutti quegli elementi che non hanno la funzione di reggere la struttura è consentita, sebbene sia comunque alto il rischio che qualcuno possa essere colpito. Lo scopo dell’ “ossatura” di un edificio in caso di evento sismico non è altro che quello di evitare il collasso. Anche spostamenti e deformazioni sono leciti purchè la fuga sia garantita e purchè non vi sia il crollo!</p>
<p style="text-align: justify;">Eventi tragici come questi mostrano come l’esigenza della sicurezza dei cittadini porga una priorità ai governi, nella direzione dell’adozione dei pacchetti normativi più recenti e che sono in grado di essere continuamente aggiornati. In Italia, purtroppo, si assiste alla tendenza inversa, cioè a rimandare l’entrata in vigore e l’adozione degli Eurocodici, che sono la norma di riferimento a livello europeo e di cui solo parte è contemplata nelle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (del 2008 ma non ancora cogenti). Nei comuni in zona 4, quelli a minor rischio, come Melendugno, è ancora consentito progettare con il criterio delle Tensioni Ammissibili che appartengono alla scuola tradizionale di progettazione ma che è stata ampiamente superata in tutti gli stati europei. Si registra una forte resistenza da parte della categoria dei Professionisti ad evolvere verso i nuovi criteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Termino questa prima parte di analisi osservando che la responsabilità principale dei crolli delle strutture recenti è imputabile in alcuni casi ad errori progettuali e in altri alle imprese esecutrici che spesso hanno speculato sui “dettagli costruttivi” cercando di risparmiare sui ferri e di allungare con acqua il cemento, contravvenendo alle prescrizioni progettuali e confidando sul fatto che ad opera fatta solo l’involucro è visibile. Nella presentazione che vi allego e che manca delle animazioni, potrete scendere nel dettaglio delle problematiche citate. Non abbiate paura, sono principalmente immagini.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei ora abbandonare gli aspetti tecnici e raccontare quelli <strong>umani</strong>, per condividere con voi quali siano state le sensazioni vissute sul posto. Il giorno della verifica di agibilità ho incontrato le popolazioni locali presso le tendopoli, dove erano stati allestiti i centri di organizzazione della Protezione Civile e dove la gente viveva collettivamente il momento tragico lasciando che l’unione li rafforzasse nella loro identità. La gente è stata molto calda e in ogni momento traspariva la loro capacità di essere ospitali e la loro richiesta di conforto. Se la PC ci chiedeva di verificare l’agibilità degli edifici la gente ci chiedeva quanto sarebbe durato ancora. A molte case abbiamo assegnato un’agibilità completa con effetto immediato di rientro perché erano praticamente illese. Bene, i proprietari ci hanno confessato che non sarebbero tornati a dormire perché avevano troppa paura e che avrebbero trascorso le nottate in macchina in cui si sentivano più sicuri. Alla domanda, “quanto pensa sia durato?” la risposta più frequente è stata “2-3 minuti, anche più!”. Si è trattato invece di soli 20 secondi. Di fatto, la combinazione del moto ondulatorio con quello sussultorio è stata micidiale per chi l’ha vissuta e questo da solo giustifica il trauma che ha colpito la gente. Anche i più forti hanno ceduto, perché il fatto che la terra sia ferma sotto nostri piedi è una convinzione ancestrale e inconscia prima che razionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro aspetto importante è quello della <strong>Solidarietà</strong>. Questa è arrivata a tutti i livelli e immediatamente. Nei giorni successivi al sisma le strade principali sono rimaste chiuse per controlli. Bene, le uniche vie accessibili erano quelle secondarie di collegamento tra i paesi. La gente delle città vicine ha raccontato come raggiungere L’Aquila è stato impossibile nei giorni immediatamente successivi al primo, perché le strade erano completamente intasate dai camion di primo soccorso e di primo ristoro che arrivavano spontaneamente da tutta Italia. Anche gli ingegneri che si sono occupati dell’agibilità antisismica delle strutture meritano un particolare ringraziamento, perché a titolo completamente volontario e gratuito, hanno lasciato i propri lavori per prestare la loro opera professionale al fine di consentire alla gente di rientrare al più presto nelle proprie case lì dove possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se ci sarebbe molto ancora da raccontare, soprattutto di storie tristi, intendo affrontare un ultimo aspetto. Si tratta di un prodotto secondario ma non trascurabile della vita in tendopoli. Posso testimoniare personalmente e quindi confermare il servizio televisivo delle Iene, che raccontava di come nella tragedia collettiva e nella necessità si sia rafforzato il tessuto sociale abruzzese e in particolare dell’aquilano. La vita nelle tende, spesso condivise tra vicini di casa, e la possibilità di partecipare attivamente al lavoro necessario a portare avanti le tendopoli stesse ha costituito un elemento di arricchimento personale e collettivo. Gli anziani e i bambini si sono allontanati dalle tv e i ragazzi hanno abbandonato face book e i prodotti della tecnologia per assaporare il gusto della vita tradizionale della famiglia allargata tipica del mezzogiorno italiano. La gente pur avendo perso tutto, si è sentita confortata dall’abbraccio della solidarietà e dal sentimento di rivincita e sfida per il futuro. E’ stato bello per me, dopo una giornata intensa, consumare un pasto insieme a questa gente e provare la tipica “colazione di pasqua”, un mix dolce-salato di pane arricchito con uvette e un saporitissimo salame abruzzese.</p>
<p style="text-align: justify;">So di essermi appropriato di una buona fetta del vostro tempo, ma spero di averlo reso un momento interessante e, almeno in parte, di avervelo fatto vivere con me. Rimango a disposizione di tutti per eventuali approfondimenti, materiale e confronti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Leandro Candido</em></p>
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		<title>Elezioni Comunali 2009: liste e programmi</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 14:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

		<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>

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		<description><![CDATA[
[chiedo scusa per la qualità dell'immagine, ma non è stato possibile ottenere loghi con una risoluzione migliore]
Cari amici, ci siamo quasi: le elezioni Comunali sono vicine e, con l&#8217;intento di dare a tutti voi un&#8217;informazione utile, pubblico le due liste che si affronteranno in questa competizione elettorale e i loro programmi amministrativi (così come presentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img55.imageshack.us/my.php?image=loghiaffiancati.jpg"><img src="http://img55.imageshack.us/img55/8071/loghiaffiancati.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">[<em>chiedo scusa per la qualità dell'immagine, ma non è stato possibile ottenere loghi con una risoluzione migliore</em>]</p>
<p style="text-align: justify;">Cari amici, ci siamo quasi: le elezioni Comunali sono vicine e, con l&#8217;intento di dare a tutti voi un&#8217;informazione utile, pubblico le due <em>liste </em>che si affronteranno in questa competizione elettorale e i loro <em>programmi amministrativi</em> (così come presentati insieme alle candidature, non nella veste grafica nella quale saranno distribuiti agli elettori). Come tutti sappiamo, ormai, a contendersi la carica di Sindaco ci saranno <strong>Roberto Felline</strong> e <strong>Vittorio Potì</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LISTA N. 1</strong></span>: <em>&#8220;Per Melendugno e Borgagne&#8221;</em> <br />
Presentazione: venerdì 15 maggio a Borgagne (<em>scuole elementari</em>), sabato 16 a Melendugno (<em>piazza Vittorio Emanuele III</em>).</p>
<p><em>Candidato Sindaco:</em><br />
<strong>POTI&#8217; Vittorio<br />
</strong><em>Candidati al Consiglio Comunale:<br />
</em>1. BUFANO Fabio<br />
2. CISTERNINO Oronzo Maurizio<br />
3. CONTE Niceta (detta &#8220;Tina&#8221;)<br />
4. CORVINO Niceta<br />
5. DE RINALDIS Ezio Antonio<br />
6. DIMA Luca Maria<br />
7. DIMA Simone<br />
8. DORIA Massimo<br />
9. DURANTE Antonio (detto &#8220;Uccio&#8221;)<br />
10. GALASSO Erlene<br />
11. MANGIACAVALLO Alberto<br />
12. MAZZEO Oronzo Giuseppe<br />
13. POTENZA Sandro<br />
14. PRETE Anna Elisa<br />
15. RUSSO Mauro<br />
16. SERINO Luigi</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LISTA N. 2</strong></span>: <em>&#8220;UNITI per Melendugno e Borgagne&#8221;<br />
</em>Presentazione: domenica 17 maggio a Melendugno (<em>villa comunale</em>), lunedì 18 a Borgagne (<em>scuole elementari</em>), martedì 19 a San Foca (<em>Piazza Fiume</em>).</p>
<p><em>Candidato Sindaco:</em><br />
<strong>FELLINE Roberto Luigi<br />
</strong><em>Candidati al Consiglio Comunale:<br />
</em>1. CANDIDO Francesco (detto &#8220;Franco&#8221;)<br />
2. CANDIDO Pantaleo (detto &#8220;Leo&#8221;)<br />
3. CARRA Luigi<br />
4. CARROZZO Lara<br />
5. DEGAETANI Luigi<br />
6. DURANTE Cherubino<br />
7. GALATI Angelo<br />
8. GIAUSA Marino Francesco Giulio<br />
9. MARRA Giuseppe<br />
10. MARRA Pietro (detto &#8220;Piero&#8221;)<br />
11. MONTINARO Andrea<br />
12. PETRACHI Sonia<br />
13. SERINO Giuliana<br />
14. STELLA Francesco<br />
15. TROVE&#8217; Fernando Antonio<br />
16. VERI Alessandro</p>
<p>Ecco i <em><u>programmi</u></em> presentati dalle due liste:<br />
<a href="http://www.comune.melendugno.le.it/Controller?service=viewDoc&amp;openfile::0::id=5020" target="_blank">Programma amministrativo Lista N. 1</a><br />
<a href="http://www.comune.melendugno.le.it/Controller?service=viewDoc&amp;openfile::0::id=5021" target="_blank">Programma amministrativo Lista N. 2</a></p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, voglio fare una cosiderazione: leggete i programmi; vedrete che, in ogni caso e complessivamente, non sono il risultato di <em>scopiazzature</em> o roba simile, ma sono riferiti al nostro territorio, con le sue peculiarità. Questo è positivo.<br />
Inoltre, voglio da subito sottolineare che la differenza, tra i due programmi, c&#8217;è. Soprattutto in alcuni ambiti, come l&#8217;<strong>ambiente</strong>, l&#8217;<strong>organizzazione</strong>, i <strong>servizi</strong>, la <strong>sicurezza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona informazione a tutti, dunque. E buona campagna elettorale!<br />
Vorrei interrompere la pubblicazione di articoli per qualche settimana, ma vi chiedo di dare uno sguardo al blog quotidianamente&#8230; Potrebbero esserci delle sorprese dagli appuntamenti di campagna elettorale&#8230;</p>
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		<title>Liberiamoci dall&#8217;amianto!</title>
		<link>http://www.carlopoti.it/liberiamoci-dallamianto/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 17:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente ed Energia]]></category>

		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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Cari amici, quanto amianto ancora ci circonda. Siamo pieni di pannelli, tetti, coperture in eternit. Nonostante sia obbligatorio smaltirlo, nonostante sia stato dichiarato fuorilegge, l&#8217;amianto è ancora molto presente in mezzo a noi.
Facendo un giro nel nostro territorio ho potuto costatare quante coperture in eternit ancora vi siano tra le abitazioni di campagna ma anche nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0XcFC136KVo&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/0XcFC136KVo&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Cari amici, quanto <strong>amianto</strong> ancora ci circonda. Siamo pieni di pannelli, tetti, coperture in <em>eternit</em>. Nonostante sia obbligatorio smaltirlo, nonostante sia stato dichiarato fuorilegge, l&#8217;amianto è ancora molto presente in mezzo a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Facendo un giro nel <strong>nostro territorio</strong> ho potuto costatare quante coperture in eternit ancora vi siano tra le abitazioni di campagna ma anche nei centri abitati. Quante tubazioni sono ancora in cemento-amianto.<br />
Sappiamo che questi materiali diventano pericolosi nel momento in cui si logorano, si danneggiano, liberando nell&#8217;aria che poi noi respiriamo fibre di amianto altamente cancerogene. Allora, a quanti ancora gettano via l&#8217;eternit nelle campagne facendolo a pezzettini dico: fermatevi! Basta!<br />
A quanti ancora hanno le coperture in eternit di parti di case, garage e aziende, dico: vi imploro, fate sparire questo materiale e smaltitelo adeguatamente! Ci sono anche incentivi per lo smaltimento dell&#8217;amianto!</p>
<p style="text-align: justify;">Forse non siamo ancora abbastanza consapevoli dei danni che esso può procurare&#8230; Forse non sappiamo&#8230; Allora, siccome sono profondamente convinto che la conoscenza sia fondamentale per il miglioramento comune, vi invito a guardare il video. Si riferisce al processo iniziato qualche tempo fa che vede coinvolta la fabbrica <strong>Eternit</strong>, che in Italia aveva stabilimenti a Casale Monferrato (la fabbrica è stata chiusa nel 1986). L&#8217;amianto liberato durante la produzione in fabbrica ha <strong>ucciso 2.889 lavoratori</strong>!! Una strage! Complessivamente sono quasi 3.000 le persone uccise per aver respirato polveri di amianto dentro e fuori dalla fabbrica! E ce ne sono ancora quasi 500 ammalate in quella zona! Pensate che anche le persone che venivano in contatto con gli indumenti dei lavoratori si ammalavano! E succede ancora in tutta Italia a chiunque respiri fibre di amianto.</p>
<p style="text-align: justify;">La malattia, neanche a dirlo, è il <strong>cancro</strong>. Il <em>mesotelioma</em> ha ucciso tutte queste persone e continua ad uccidere! E&#8217; scientificamente provato che la causa è l&#8217;amianto!! Ma esso provoca anche tumori in tutto l&#8217;apparato respiratorio. Il pericolo è ancora alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Viaggiando da Lecce a Milano, attraversando l&#8217;Italia, è incredibile vedere quanto di questo materiale sia ancora presente nel nostro Paese. Da decine di anni ci stiamo facendo del male da soli. Infatti l&#8217;incidenza di queste malattie è aumentata incredibilmente. Oggi il mesotelioma (tumore della pleura selettivamente indotto dall&#8217;amianto) colpisce in Italia 1.350 persone l&#8217;anno!!</p>
<p style="text-align: justify;">Amici, cominciamo noi a ribellarci a tutto questo. Cerchiamo di costruire un ambiente migliore per una vita migliore. Per noi, per i nostri familiari, per il futuro!</p>
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		<title>Gli incivili!</title>
		<link>http://www.carlopoti.it/gli-incivili/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 15:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente ed Energia]]></category>

		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono anni che mi dispero su uno dei più grandi segni dell&#8217;inciviltà che caratterizza molta nostra gente, troppa ancora! Mi riferisco ai tanti luoghi pubblici, molti immersi nella splendida natura, in meravigliosi angoli di macchia mediterranea, presi di mira dagli incivili che li utilizzano come discariche!
La foto riguarda una notizia di alcuni giorni fa: la scoperta, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://img441.imageshack.us/img441/29/carabinieri.jpg' border='0' alt='Image Hosted by ImageShack.us'/></a><br/></p>
<p style="text-align: justify;">Sono anni che mi dispero su uno dei più grandi segni dell&#8217;<strong>inciviltà </strong>che caratterizza molta nostra gente, troppa ancora! Mi riferisco ai tanti luoghi pubblici, molti immersi nella splendida natura, in meravigliosi angoli di macchia mediterranea, presi di mira dagli incivili che li utilizzano come <strong>discariche</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">La foto riguarda una notizia di alcuni giorni fa: la scoperta, da parte dei Carabinieri di Melendugno, di alcune persone (non so chi siano) che scaricavano in una campagna materiale edile di risulta.<br />
Ovviamente questo è solo uno dei tanti episodi che si ripetono nel nostro territorio. Oggi ho fatto un giro per le <em>strade di campagna</em> (ma lo spettacolo si può assistere anche vicino a molti cassonetti nelle marine) e ho potuto costatare come la situazione sia sempre la stessa: si può trovare tutto ciò che si vuole, <strong>frigoriferi</strong>, <strong>cucine</strong>, <strong>divani</strong>, <strong>materassi</strong>, <strong>water</strong> e <strong>bidet</strong>, <strong>lavandini</strong>, <strong>tubi</strong> di ogni tipo, <strong>sfalci </strong>di potatura a volontà, <strong>materiale</strong> di risulta, sacchetti d&#8217;<strong>immondizia</strong> e, scandaloso e <em>criminale</em>, parti di coperture in <strong>Eternit</strong> (spezzettate e perciò pericolossissime, perché rilasciano <em>fibre d&#8217;amianto</em> altamente cancerogene e causa di numerose malattie inguaribili!) che, sappiamo, è fuorilegge e va smaltito obbligatoriamente con particolare cura. E chi più ne ha più ne metta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio rivolgere <em>un appello</em> a questi vigliacchi e incivili che continuano, mese dopo mese, a danneggiarci: basta, basta con questo disastro ambientale, basta con l&#8217;idea che<em> è sufficiente liberarsi di una cosa per essere con la coscienza a posto</em>. Sappiate che ogni volta che fate un gesto simile create problemi all&#8217;<strong>ambiente</strong>, alla <strong>salute di tutti</strong> i cittadini, all&#8217;<strong>immagine</strong> del territorio (scommetto che siete gli stessi che si lamentano perché non c&#8217;è turismo!), alle <strong>casse comunali</strong> (pagate voi stessi ugualmente)!!! Sappiate che danneggiate anche voi stessi, i vostri familiari, i vostri amici!</p>
<p style="text-align: justify;">Basta!</p>
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