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Amministrazione Pubblica, Politica Locale

Società partecipate: più politica e più management

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Rielaborazione da:“Società partecipate: più politica e più management. Con attenzione al cittadino”
[Articolo pubblicato su "Il Salentino" del 20/04/2009]

Una questione di grande importanza nell’economia nazionale e nella Pubblica Amministrazione è quella delle aziende di servizi pubblici di proprietà degli Enti locali, definite “società partecipate” data la loro natura giuridica sotto la forma di società di capitali e la proprietà di tutto o di parte del loro capitale in capo a Comuni e Provincie. Un discorso più ampio andrebbe fatto sulle società partecipate in generale, anche quelle statali e regionali, ma in quest’articolo (per ragioni di spazio ma anche di efficacia dell’analisi) pongo l’attenzione sull’ambito locale.
Una grossa fetta delle società in esame è “a totale partecipazione pubblica”, cioè il capitale è interamente di proprietà dell’Ente locale.
Queste società, di solito nella forma di s.p.a. (società per azioni) o s.r.l. (società a responsabilità limitata), forniscono servizi agli Enti proprietari in base ad un affidamento da parte degli stessi e secondo delle regole precise che la legge ha progressivamente fissato. Una totale o maggioritaria partecipazione dell’Ente nel capitale della società garantisce la possibilità di un affido diretto (“in house”) di servizi pubblici senza la necessità di avviare una gara di selezione pubblica, anche se nel secondo caso occorre comunque procedere alla nomina del socio privato mediante selezione pubblica. Questo avviene in quanto tali società vengono considerate “parte dell’Ente proprietario”, il quale deve risultare beneficiario della quasi totalità delle attività svolte da esse e deve esercitare un controllo su di esse come fossero settori dell’Ente stesso. Tra l’altro quest’impianto è stato soggetto a numerose critiche e volontà di cambiamento (basti pensare alle misure proposte dall’ex Ministro Lanzillotta) perché definito “lesivo della concorrenza”.
L’opportunità di esternalizzare determinate attività mediante l’affido a queste società trova radici sia nella carenza di personale all’interno dell’Ente (elemento che ne impedisce di fatto l’esecuzione in economia) sia nell’esigenza di maggiore flessibilità, competenza, efficienza ed efficacia che una struttura aziendale sul modello privatistico, seppur di proprietà pubblica, può garantire.
La figura della società partecipata si presenta come moderna discendente delle vecchie “municipalizzate”, modello che entrò in crisi per via della cattiva gestione e dei risultati negativi che essa produsse. Non mi soffermo ad analizzare l’evoluzione normativa sull’argomento, che potrebbe partire dai primi del Novecento, in quanto il senso dell’articolo è strettamente economico-manageriale, un parere sulla grande questione della gestione di queste aziende. Comunque vari sono stati gli interventi normativi negli anni Novanta, culminati nell’importante regolamentazione da parte del d.lgs. 267/2000 (TUEL), artt. 112 e ss.
La questione nodale del discorso va posta sulla corporate governance di queste società. Cioè sulle modalità di governo, di decisione e gestione. Perché? L’Ente locale è nello stesso tempo il proprietario e il beneficiario (trasposto nei cittadini) dei servizi pubblici. La società, per sua natura, è orientata ai risultati e all’efficienza, ma si trova a dover erogare servizi pubblici verso l’Ente che deve tutelare l’interesse dei suoi cittadini, pur essendo proprietario (socio) e, dunque, avendo una necessità di orientare la gestione ai risultati. Da una parte orientamento alla massima soddisfazione dell’interesse dei cittadini, massima quantità e qualità dei servizi, dall’altra orientamento all’efficienza e, almeno, al pareggio di bilancio.
Come direbbero i miei maestri di management pubblico, è il famoso dibattito committenza-proprietà che è connaturato alla questione.
Osservando l’andamento delle società partecipate in Italia, dove ce ne sono anche diverse di grandi dimensioni (anche quotate in Borsa), si può vedere come molte di esse abbiano finito per divenire carrozzoni inefficienti asserviti a discutibili decisioni di alcuni politici, generatori di sprechi notevoli, spesso utilizzate per assumere con maggior flessibilità una quantità di lavoratori insostenibile per il loro bilancio. Molte fra esse sono giunte a produrre perdite notevoli e guai seri per le casse degli Enti, chiamati a ripianare le perdite e garantire i creditori a causa della situazione di dissesto delle società.
Nonostante questo, però, non sono sfavorevole ad un rapporto di fiducia tra politici e manager, purché si tratti di manager capaci. Mi spiego. Il futuro della corporate governance di queste società, per risolvere i conflitti o le degenerazioni che negli anni il rapporto committenza-proprietà (aggravato da un cattivo uso delle decisioni politiche) deve essere orientato secondo questa condizione: più politica e più management. Sono profondamente convinto che le società partecipate possano assumere un ruolo sempre migliore, orientato al miglior soddisfacimento dell’interesse pubblico e ad una contemporanea corretta gestione aziendale. Ad una condizione: che la politica riscopra il suo “alto” valore, il suo compito più nobile. In questo senso la politica deve saper esprimere una visione innovativa di lungo periodo, anticipando e interpretando il cambiamento mediante un disegno strategico di ampio respiro in grado di dare risposte ai bisogni emergenti delle comunità amministrate.
Le Amministrazioni devono essere capaci di definire una direzione di marcia per le società partecipate, orientate ad una gestione efficiente ma al contempo diretta alla qualità dei servizi erogati ai cittadini, e operare un opportuno controllo sull’effettiva attuazione. E questo ruolo, la politica (che in questo caso rappresenta la proprietà), lo deve tradurre nella nomina di un management di fiducia, secondo un rapporto virtuoso e fisiologico tra politica e management, capace in concreta autonomia di tradurre a sua volta in atti di gestione le linee guida, l’indirizzo strategico definito. Per realizzare questa visione, quindi, è necessaria più qualità nell’azione politica e più qualità nel management.
Tutto questo nulla ha a che fare con la condizione dell’influenza politica sulle decisioni dell’impresa. Anzi, come detto, è l’unica via per salvaguardare il ruolo alto della politica, l’interesse dei cittadini e la buona gestione.
In ultimo, ma prioritariamente in termini di importanza, occorre dare più forza al cittadino-utente, perché possa avere una sicura tutela mediante, ad esempio, meccanismi ben strutturati di rimborso in caso di performance a livelli inferiori agli standard definiti, e perché possa svolgere un ruolo determinante in termini di corretta informazione e di partecipazione, mediante una valutazione incisiva dei servizi. Queste tesi sono sostenute con forza dai più grandi studiosi della materia e, tra l’altro, miei maestri. In particolare il Prof. Valotti e il Prof. Longo, Università e SDA Bocconi.

Più politica, più management e più cittadino: ecco le mie direttrici per una svolta nella governance delle società partecipate.

[l'argomento è molto delicato e in costante evoluzione normativa, basti pensare alle novità introdotte dal d.l. 112/2008 convertito nella l. 133/2008 che hanno fortemente limitato il ricorso a tale strumento]

Informazione, Melendugno, Politica Locale

Comunali 2009, i risultati e la nuova “squadra”

Cari amici, eccomi di nuovo con voi a dare uno sguardo agli esiti delle elezioni comunali 2009. Cercherò di analizzare i dati sotto alcuni, immediati, punti di vista. A mio avviso è stata una competizione avvincente, come si prospettava, del resto, alla vigilia.

Innanzitutto, i voti complessivi delle due liste sono stati i seguenti:
LISTA N. 1: “Per Melendugno e Borgagne”  - 3.533
LISTA N. 2: “UNITI per Melendugno e Borgagne”  - 3.182
Pertanto, per la differenza di 351 voti, il nuovo Sindaco di Melendugno è Vittorio Potì.

Le somme precedenti possono suddividersi come segue.

voti ai soli candidati sindaci (voti dati solo alla lista barrando il simbolo) sono stati i seguenti:
Vittorio Potì - “Per Melendugno e Borgagne”  - 448
Luigi Roberto Felline - “UNITI per Melendugno e Borgagne”  - 518

voti di preferenza ai candidati al Consiglio Comunale sono stati (i voti in grassetto corrispondono ai nuovi componenti dell’assise cittadina):

Candidati LISTA N. 1: “Per Melendugno e Borgagne”  (totale 3.085 - 2.150 a Melendugno, 935 a Borgagne)
1. BUFANO Fabio - 275
2. CISTERNINO Oronzo Maurizio - 267
3. CONTE Niceta (detta “Tina”) - 65
4. CORVINO Niceta - 179
5. DE RINALDIS Ezio Antonio - 99
6. DIMA Luca Maria - 256
7. DIMA Simone - 138
8. DORIA Massimo - 95
9. DURANTE Antonio (detto “Uccio”) - 188
10. GALASSO Erlene - 92
11. MANGIACAVALLO Alberto - 135
12. MAZZEO Oronzo Giuseppe - 106
13. POTENZA Sandro - 238
14. PRETE Anna Elisa - 287
15. RUSSO Mauro - 478
16. SERINO Luigi - 187

Candidati LISTA N. 2: “UNITI per Melendugno e Borgagne” (totale 2.664 - 2.224 a Melendugno, 440 a Borgagne)
1. CANDIDO Francesco (detto “Franco”) - 154
2. CANDIDO Pantaleo (detto “Leo”) - 80
3. CARRA Luigi - 53
4. CARROZZO Lara - 86
5. DEGAETANI Luigi - 214
6. DURANTE Cherubino - 338
7. GALATI Angelo - 351
8. GIAUSA Marino Francesco Giulio - 286
9. MARRA Giuseppe - 164
10. MARRA Pietro (detto “Piero”) - 188
11. MONTINARO Andrea - 209
12. PETRACHI Sonia - 97
13. SERINO Giuliana - 102
14. STELLA Francesco - 189
15. TROVE’ Fernando Antonio - 91
16. VERI Alessandro - 62
(oltre ai 4 precedenti contrassegnati dal grassetto, della minoranza in Consiglio fa parte anche Roberto Felline)

Volendo suddividere il voto tra Melendugno e Borgagne, complessivamente la situazione è:
- Melendugno: Lista n. 2 > Lista n. 1 (136 voti)
- Borgagne: Lista n. 1 > Lista n. 2 (487 voti)
La differenza è, ovviamente, quella indicata in principio: 351 voti.

Da parte mia l’augurio di un buon lavoro alla nuova maggioranza e al nuovo Sindaco, con l’augurio speciale che la futura azione amministrativa sia sempre indirizzata verso l’obiettivo vero: migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, in ogni senso. Alla futura opposizione (ruolo a mio avviso importantissimo), tanti auguri di buon lavoro di controllo costante e impegno propositivo, sempre dalla parte dei cittadini.
Io sarò sempre qui con immutato senso civico cercando di essere sempre informato su tutto ciò che accadrà nella nostra Melendugno e continuando a rappresentare, anche grazie a questo blog, valori forti (come la verità), diritti e doveri dei cittadini con tutti i loro bisogni.

———————————————–

Varata la nuova Giunta Comunale:
- Mauro Russo (vicesindaco, deleghe al Patrimonio, Affari Generali, Servizi Tecnologici, Sviluppo del Territorio, Decoro urbano)
- Luigi Serino (Politiche Sociali)
- Antonio Durante (Lavori Pubblici, Urbanistica, Edilizia Residenziale Pubblica)
- Niceta Corvino (Organizzazione degli Uffici e dei Servizi, Personale, Politiche Comunitarie)
- Fabio Bufano (Bilancio, Controllo interno di Gestione, Attività Produttive)
- Annaelisa Prete (Politiche Culturali, Pubblica Istruzione, Archivio e Biblioteca)

Assessori dell’Unione dei Comuni:
- Luca Dima
-
 Maurizio Cisternino 
Essi ricevono inoltre delle deleghe speciali da Consiglieri Comunali. Il primo si occuperà di Tutela dell’Ambiente e delle Energie Rinnovabili. Il secondo si occuperà di Vigili Urbani, Sport, Attività Turistiche e Commerciali, Spettacoli estivi nelle marine.
Un’altra delega speciale è quella alle Politiche Giovanili, affidata al Consigliere Simone Dima.

Presidente del Consiglio Comunale sarà Alberto Mangiacavallo (figura nuova per Melendugno, finora era stato il Sindaco a dirigere i lavori del Consiglio Comunale). Invece il Capogruppo di Maggioranza in Consiglio sarà Sandro Potenza.

Informazione, Melendugno, Politica Locale

Elezioni Comunali 2009: liste e programmi

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[chiedo scusa per la qualità dell'immagine, ma non è stato possibile ottenere loghi con una risoluzione migliore]

Cari amici, ci siamo quasi: le elezioni Comunali sono vicine e, con l’intento di dare a tutti voi un’informazione utile, pubblico le due liste che si affronteranno in questa competizione elettorale e i loro programmi amministrativi (così come presentati insieme alle candidature, non nella veste grafica nella quale saranno distribuiti agli elettori). Come tutti sappiamo, ormai, a contendersi la carica di Sindaco ci saranno Roberto Felline e Vittorio Potì.

LISTA N. 1: “Per Melendugno e Borgagne” 
Presentazione: venerdì 15 maggio a Borgagne (scuole elementari), sabato 16 a Melendugno (piazza Vittorio Emanuele III).

Candidato Sindaco:
POTI’ Vittorio
Candidati al Consiglio Comunale:
1. BUFANO Fabio
2. CISTERNINO Oronzo Maurizio
3. CONTE Niceta (detta “Tina”)
4. CORVINO Niceta
5. DE RINALDIS Ezio Antonio
6. DIMA Luca Maria
7. DIMA Simone
8. DORIA Massimo
9. DURANTE Antonio (detto “Uccio”)
10. GALASSO Erlene
11. MANGIACAVALLO Alberto
12. MAZZEO Oronzo Giuseppe
13. POTENZA Sandro
14. PRETE Anna Elisa
15. RUSSO Mauro
16. SERINO Luigi

LISTA N. 2: “UNITI per Melendugno e Borgagne”
Presentazione: domenica 17 maggio a Melendugno (villa comunale), lunedì 18 a Borgagne (scuole elementari), martedì 19 a San Foca (Piazza Fiume).

Candidato Sindaco:
FELLINE Roberto Luigi
Candidati al Consiglio Comunale:
1. CANDIDO Francesco (detto “Franco”)
2. CANDIDO Pantaleo (detto “Leo”)
3. CARRA Luigi
4. CARROZZO Lara
5. DEGAETANI Luigi
6. DURANTE Cherubino
7. GALATI Angelo
8. GIAUSA Marino Francesco Giulio
9. MARRA Giuseppe
10. MARRA Pietro (detto “Piero”)
11. MONTINARO Andrea
12. PETRACHI Sonia
13. SERINO Giuliana
14. STELLA Francesco
15. TROVE’ Fernando Antonio
16. VERI Alessandro

Ecco i programmi presentati dalle due liste:
Programma amministrativo Lista N. 1
Programma amministrativo Lista N. 2

Per concludere, voglio fare una cosiderazione: leggete i programmi; vedrete che, in ogni caso e complessivamente, non sono il risultato di scopiazzature o roba simile, ma sono riferiti al nostro territorio, con le sue peculiarità. Questo è positivo.
Inoltre, voglio da subito sottolineare che la differenza, tra i due programmi, c’è. Soprattutto in alcuni ambiti.

Buona informazione a tutti, dunque. E buona campagna elettorale!
Vorrei interrompere la pubblicazione di articoli per qualche settimana, ma vi chiedo di dare uno sguardo al blog quotidianamente… Potrebbero esserci delle sorprese dagli appuntamenti di campagna elettorale…

Ambiente ed Energia, Politica Locale

Diossina a volontà nel Salento!

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Questa mattina, come ogni giorno, mi trovo a leggere gli articoli di LeccePrima. E’ scioccante ciò che si continua a leggere in merito alla situazione ambientale del nostro Salento!

Innanzitutto un grazie alla redazione di LeccePrima per la caparbietà nell’informazione, con l’obiettivo di tenere svegli i salentini su una questione cruciale come l’ambiente!

Leggo (articolo dal titolo: “Trovate alte concentrazioni di diossina nel latte ovino“): “Una notizia che desta inquietudine arriva da alcuni allevamenti della provincia di Lecce. Nei dintorni di Maglie e nella vicina Cursi, sono state trovate alte concentrazioni di diossina nel latte di pecora: è stato disposto il sequestro sanitario delle scorte rimaste nelle aziende casearie. Il risultato si evince dalle analisi dell’Asl di Lecce: nel caso di Maglie le concentrazioni sono risultate pari a 7,33 picogrammi per grammo, in quella di Cursi addirittura a 12,33 per grammo”.

Sappiamo, anche grazie ad altri articoli comparsi in merito, del blocco delle attività dell’impianto (inceneritore!) conosciuto come “Copersalento“, situato nella zona industriale di Maglie, per via delle rilevazioni di diossina decisamente sopra la soglia massima consentita. Attività che sono poi riprese alla grande nelle ultime ore. Dall’azienda dicono che si bruciano biomasse (per intenderci, le stesse che saranno bruciate nell’impianto che sta per sorgere nella vicina Calimera). Ma se si bruciano solo biomasse, da dove deriva tutta quella diossina??? Ma dai, non prendeteci in giro!

Ora la diossina è stata rilevata anche nel latte degli allevamenti nelle zone limitrofe, facendo emergere una situazione simile a quella di Napoli, del latte alla diossina, delle mozzarelle di bufala inquinate, ecc… Non voglio fare collegamenti senza prove scientifiche, è chiaro.

Però bisogna fare qualcosa, per decenni l’ambiente è stato distrutto. Ed è tra le risorse più importanti per il Salento! Ma ora che qualcosa si muove, dobbiamo tutti insieme formare una diga in difesa dell’ambiente. Io, quando ho potuto, ho sempre fatto la mia parte (durante l’esperienza al Forum dei Giovani, ma anche al di fuori). E sempre la farò! E’ un tema di prioritaria importanza.

Questo non significa essere chiusi nei confronti delle necessarie innovazioni, certamente il mix energetico è una di quelle, anche con impianti che utilizzano biomasse per produrre energia. Sono consapevole anch’io di alcune necessità (anche se io punterei soprattutto su altre rinnovabili, quelle autentiche). Però il risultato non può essere aumentare la quantità delle emissioni all’infinito… Inoltre ci vogliono sempre maggiori controlli e la possibilità per associazioni organizzate di cittadini di effettuare continue visite presso tutti gli impianti che hanno impatto ambientale (basso o alto che sia) e seguire attentamente il processo produttivo. Poi, per gli sfalci da potatura e biomasse simili, io sarei per gli impianti di compostaggio, che favorirebbero la possibilità di ampliare di molto la raccolta differenziata. Impianti aperti e gestiti dagli Enti Locali, insieme!

Anche Melendugno deve tenere alta la guardia. Dobbiamo chiedere dei continui rilevamenti ambientali anche da noi!

L’ho sempre detto: dobbiamo passare dal rispetto all’amore verso il nostro territorio! A presto, amici miei.

Ambiente ed Energia, Amministrazione Pubblica, Melendugno, Politica Locale

Piano-fotovoltaico per Melendugno

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Ritorno a proporre qualcosa per il bene di Melendugno.
Oggi parlo di energia prodotta da fonti rinnovabili (quelle veramente rinnovabili), in particolare di fotovoltaico. Premetto che io sono molto favorevole all’eolico e soprattutto mi chiedo per quale motivo non sia giunto ancora il momento di stilare un vero e concreto Piano regionale e provinciale sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, individuando quali luoghi siano idonei per l’eolico, e così via. In questo momento c’è un marasma e un’anarchia, con il potere lasciato in mano a soggetti in periferia che spesso non guardano oltre il proprio orto. Così si rischia di lasciare al caso ed avere effetti contrari!

Cominciamo con ordine: in attesa di un vero Piano (migliore di quelli attuali), propongo un mini-Piano per la nostra città. Dato il principio in cui credo, e cioè che le comunità, i villaggi, le città dovrebbero tendere verso l’autonomia energetica mediante l’impiego di fonti rinnovabili (in altri luoghi ho specificato che sono consapevole come si possa solo “tendere”, in generale, all’autonomia e che i consumi industriali, per ora, non possono essere soddisfatti soltanto con fonti rinnovabili), credo che la sfida di oggi sia proprio questa. E nei piccoli Comuni come Melendugno, la sfida può condurre ad una svolta epocale!

Se Melendugno desse valore e seguito ad una Società di proprietà pubblica (già costituita ma lasciata, ad oggi, dormiente - descriverò presto questa idea con numeri e dati alla mano) che gestisse i servizi al turismo, gestendo anche lidi, complessi sportivi e (sognando) edilizia residenziale turistica, si potrebbe dar vita con facilità a questo progetto: “Un piano-fotovoltaico per 300 famiglie di Melendugno“, progetto sperimentale.

In concreto (per maggiore chiarezza ho realizzato uno schema, come potete vedere nell’immagine):
1) Il Comune, tramite la sua Società, contrae un mutuo a tasso agevolato con un Istituto di credito.
2) Essa acquista e installa, mediante il finanziamento bancario e in parte con risorse comunali e comunitarie, pannelli sui tetti delle case di 300 famiglie di Melendugno e sui locali pubblici (scuole, uffici comunali, prossima caserma, cinema, museo, biblioteca) per un totale di Kw di granlunga oltre il fabbisogno delle stesse famiglie. Io vorrei che fossero le 300 famiglie con reddito più basso e che non godano già di altri incentivi assimilabili.
3) L’energia in più prodotta viene immessa e venduta nella rete.
4) Le famiglie pagheranno solo un piccolo contributo mensile (circa 1/5 della bolletta media precedente).
5) I ricavi di vendita  vanno alla Società che li impiega (in modo vincolato) per il pagamento della rata all’istituto di credito o, mediante rinegoziazione del mutuo, ad ulteriori acquisti di pannelli per tante altre famiglie. Creando, così, un circolo virtuoso che produrrà molti introiti finanziari sufficienti ad allargare enormemente la sfera di famiglie che usufruiranno del fotovoltaico.

Nota: il ritorno dell’investimento, in generale, si prevede in circa 16-18 anni.

Risultati:
1) Abbattimento immediato delle bollette per energia elettrica delle famiglie (se si volesse fare una politica di maggiore equità verso altre famiglie che magari hanno bisogno di sostegno economico, si potrebbe distribuire parte di vantaggio anche verso di esse), diciamo almeno del 60%;
2) Tendere sempre più verso l’autonomia energetica;
3) Quando il ritorno dall’investimento sarà progressivamente completato, i relativi pannelli diventeranno di proprietà della Società, con evidenti vantaggi: poiché l’impianto può funzionare ancora per parecchi anni (con una buona manutenzione), da quel momento in poi, il ricavato sarà totalmente a beneficio delle casse della Società e quindi della collettività!! Da quel momento le famiglie non pagheranno più nulla di energia elettrica, gli alti ricavi di vendita dall’energia immessa nella rete saranno impiegati nel riacquisto di altri pannelli per ampliare ancora la platea di cittadini fruitori o per sostituire i vecchi. In questo il mio progetto si differenzia da quelli visti in alcune (pochissime) località italiane.
4) Il tutto, per le famiglie, è gratuito!

Per fare questo c’è bisogno di:
- Un grande progetto, di ampio respiro, indirizzato anche al reperimento di finanziamenti comunitari;
- Generazioni di Amministratori con entusiasmo, competenza, volontà politica e coscienza civica tali da volere fortemente che esso si realizzi.

Spero che non ci renderemo ridicoli lasciandoci sfuggire l’occasione di impiegare il fotovoltaico ora che rende e che le istituzioni pubbliche incentivano, anche con buoni ritorni finanziari.
Per il bene di Melendugno e dei melendugnesi.

P.S.: Conosco anche gli aspetti negativi del fotovoltaico, dal fatto che la loro produzione implichi a sua volta emissioni allo smaltimento, ma credo che non raggiungano mai quelli dei combustibili fossili….!!!!

Ambiente ed Energia, Amministrazione Pubblica, Melendugno, Politica Locale

Cosa respiriamo, meglio saperlo!

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Con quest’articolo inizio a fare delle proposte programmatiche rivolte a chi si candiderà a guidare l’Amministrazione del nostro Comune. Come tutti sappiamo, a giugno si terranno le elezioni amministrative e in questo spazio farò un po’ quello avrei voluto fare con il Forum dei Giovani. Ogni tanto lancerò qualche spunto, qualche idea, qualche proposta. Prima che si facciano i programmi ufficiali raccoglierò tutte queste proposte, le sintetizzerò e le proporrò tutte insieme ai candidati sindaco (ovviamente ogni vostra proposta sarà benvenuta e aggiunta alle mie).

Oggi voglio occuparmi di ambiente. In particolare, senza ritornare a parlare dei tristi fatti accaduti nel passato (mi riferisco a depuratori, acqua, ma anche eternit, fumi derivanti da altri luoghi e tanto altro) e che ancora accadono, e volendomi soffermare sul versante atmosferico, voglio concentrarmi sui mezzi che si potrebbero adottare da qui in avanti per prevenire l’inquinamento.

Ritengo fondamentale un principio: la conoscenza è alla base della serenità, la trasparenza genera pace sociale. L’ho sempre sostenuto e credo sia un nostro diritto sapere cosa beviamo, cosa mangiamo, cosa respiriamo. Nello stesso tempo, è un dovere delle istituzioni garantire quella trasparenza che oggi ancora manca e viene negata, soprattutto nel campo ambientale.

Chiedo:
- l’installazione di una centralina di rilevamento di tutte le particelle potenzialmente inquinanti (so che costa, ma qui servirebbe una grande “forza contrattuale” della nuova amministrazione con quelle istituzioni e quegli enti - esempio ARPA - che possono fare tanto su questo fronte. Infatti chiedo che sia la Regione e quindi l’ARPA a provvedere).
- la pubblicazione sul sito internet del Comune dei rilevamenti atmosferici della centralina (oppure, se rientrasse nella rete ARPA, ovviamente sul sito dell’Agenzia).

L’immagine su esposta è la mappa delle centraline di rilevamento dell’ARPA (http://www.arpa.puglia.it/ReteRilevamento/). Non credete anche voi che ne manchi anche geograficamente una nella zona di Melendugno? Io, fossi nei futuri candidati, mi batterei fino allo sfinimento, con i mezzi più opportuni, pur di riuscire ad averla. Per il bene di tutti, che vale molto di più di mille brutte figure… A presto!

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