Archive for Marzo, 2009

Ambiente ed Energia, Sociale

Gli incivili!

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Sono anni che mi dispero su uno dei più grandi segni dell’inciviltà che caratterizza molta nostra gente, troppa ancora! Mi riferisco ai tanti luoghi pubblici, molti immersi nella splendida natura, in meravigliosi angoli di macchia mediterranea, presi di mira dagli incivili che li utilizzano come discariche!

La foto riguarda una notizia di alcuni giorni fa: la scoperta, da parte dei Carabinieri di Melendugno, di alcune persone (non so chi siano) che scaricavano in una campagna materiale edile di risulta.
Ovviamente questo è solo uno dei tanti episodi che si ripetono nel nostro territorio. Oggi ho fatto un giro per le strade di campagna (ma lo spettacolo si può assistere anche vicino a molti cassonetti nelle marine) e ho potuto costatare come la situazione sia sempre la stessa: si può trovare tutto ciò che si vuole, frigoriferi, cucine, divani, materassi, water e bidet, lavandini, tubi di ogni tipo, sfalci di potatura a volontà, materiale di risulta, sacchetti d’immondizia e, scandaloso e criminale, parti di coperture in Eternit (spezzettate e perciò pericolossissime, perché rilasciano fibre d’amianto altamente cancerogene e causa di numerose malattie inguaribili!) che, sappiamo, è fuorilegge e va smaltito obbligatoriamente con particolare cura. E chi più ne ha più ne metta…

Voglio rivolgere un appello a questi vigliacchi e incivili che continuano, mese dopo mese, a danneggiarci: basta, basta con questo disastro ambientale, basta con l’idea che è sufficiente liberarsi di una cosa per essere con la coscienza a posto. Sappiate che ogni volta che fate un gesto simile create problemi all’ambiente, alla salute di tutti i cittadini, all’immagine del territorio (scommetto che siete gli stessi che si lamentano perché non c’è turismo!), alle casse comunali (pagate voi stessi ugualmente)!!! Sappiate che danneggiate anche voi stessi, i vostri familiari, i vostri amici!

Basta!

Ambiente ed Energia, Politica Locale

Diossina a volontà nel Salento!

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Questa mattina, come ogni giorno, mi trovo a leggere gli articoli di LeccePrima. E’ scioccante ciò che si continua a leggere in merito alla situazione ambientale del nostro Salento!

Innanzitutto un grazie alla redazione di LeccePrima per la caparbietà nell’informazione, con l’obiettivo di tenere svegli i salentini su una questione cruciale come l’ambiente!

Leggo (articolo dal titolo: “Trovate alte concentrazioni di diossina nel latte ovino“): “Una notizia che desta inquietudine arriva da alcuni allevamenti della provincia di Lecce. Nei dintorni di Maglie e nella vicina Cursi, sono state trovate alte concentrazioni di diossina nel latte di pecora: è stato disposto il sequestro sanitario delle scorte rimaste nelle aziende casearie. Il risultato si evince dalle analisi dell’Asl di Lecce: nel caso di Maglie le concentrazioni sono risultate pari a 7,33 picogrammi per grammo, in quella di Cursi addirittura a 12,33 per grammo”.

Sappiamo, anche grazie ad altri articoli comparsi in merito, del blocco delle attività dell’impianto (inceneritore!) conosciuto come “Copersalento“, situato nella zona industriale di Maglie, per via delle rilevazioni di diossina decisamente sopra la soglia massima consentita. Attività che sono poi riprese alla grande nelle ultime ore. Dall’azienda dicono che si bruciano biomasse (per intenderci, le stesse che saranno bruciate nell’impianto che sta per sorgere nella vicina Calimera). Ma se si bruciano solo biomasse, da dove deriva tutta quella diossina??? Ma dai, non prendeteci in giro!

Ora la diossina è stata rilevata anche nel latte degli allevamenti nelle zone limitrofe, facendo emergere una situazione simile a quella di Napoli, del latte alla diossina, delle mozzarelle di bufala inquinate, ecc… Non voglio fare collegamenti senza prove scientifiche, è chiaro.

Però bisogna fare qualcosa, per decenni l’ambiente è stato distrutto. Ed è tra le risorse più importanti per il Salento! Ma ora che qualcosa si muove, dobbiamo tutti insieme formare una diga in difesa dell’ambiente. Io, quando ho potuto, ho sempre fatto la mia parte (durante l’esperienza al Forum dei Giovani, ma anche al di fuori). E sempre la farò! E’ un tema di prioritaria importanza.

Questo non significa essere chiusi nei confronti delle necessarie innovazioni, certamente il mix energetico è una di quelle, anche con impianti che utilizzano biomasse per produrre energia. Sono consapevole anch’io di alcune necessità (anche se io punterei soprattutto su altre rinnovabili, quelle autentiche). Però il risultato non può essere aumentare la quantità delle emissioni all’infinito… Inoltre ci vogliono sempre maggiori controlli e la possibilità per associazioni organizzate di cittadini di effettuare continue visite presso tutti gli impianti che hanno impatto ambientale (basso o alto che sia) e seguire attentamente il processo produttivo. Poi, per gli sfalci da potatura e biomasse simili, io sarei per gli impianti di compostaggio, che favorirebbero la possibilità di ampliare di molto la raccolta differenziata. Impianti aperti e gestiti dagli Enti Locali, insieme!

Anche Melendugno deve tenere alta la guardia. Dobbiamo chiedere dei continui rilevamenti ambientali anche da noi! Non possiamo dimenticare che anche noi siamo stati continuamente vittima di criticità ambientali nei decenni passati: basti pensare alla situazione dell’acqua rossa, dei depuratori, dell’Ecolio.

Spero che tutti ne teniamo conto e, soprattutto, ce ne ricordiamo ogni volta che andiamo a votare, scegliendo le persone anche e soprattutto in base alla loro “garanzia” di onestà.

Se facciamo il contrario, poi non lamentiamoci delle conseguenze! L’ho sempre detto: dobbiamo passare dal rispetto all’amore verso il nostro territorio! A presto, amici miei.

Economia e Sviluppo, Sociale

Più soldi in tasca ai lavoratori!

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Oltre alle misure sul sistema finanziario globale che auspicavo nei precedenti articoli, oltre ai vostri suggerimenti preziosi, credo davvero che sia necessario, in questo momento storico caratterizzato da una difficoltà economica notevole (difficoltà che si ripercuote sulla fiducia e sulla speranza nel futuro), considerare un dato. L’attuale crisi non può far andare in secondo piano l’evidenza sul fatto che moltissimi lavoratori già avvertono da tempo difficoltà a sostenere l’aumento del costo della vita.

Tutta quella fascia di lavoratori non può essere dimenticata o lasciata in balia di misure una tantum solo perché oggi la “crisi” globale detiene il primato tra le notizie e le preoccupazioni. Io credo che una misura assolutamente opportuna sia indirizzare denaro pubblico per finanziare la riduzione del cosiddetto cuneo fiscale, ma in modo davvero percepito, reale, consistente.

La strada che si era intrapresa qualche anno fa, sotto questo punto di vista, è a mio parere molto opportuna! Andava perseguita!

Ridurre il “cuneo fiscale”, cioè le somme prelevate dallo Stato sugli stipendi e i salari dei lavoratori (sia lato datore di lavoro che lato lavoratore) che si sostanziano in contributi e imposte, significa lasciare nelle tasche dei lavoratori più soldi. Inoltre, una parte di riduzione andrebe sul lato datore di lavoro, facendo incidere meno il lavoratore sui costi dell’azienda ed evitando, in tal modo, numerosi eventuali licenziamenti. Visto il dibattito di questi giorni su “soldi veri/soldi falsi”, potremmo dire che quelli sono soldi verissimi e…utilissimi! Sono un aiuto indiretto ma concreto!
Poiché di solito un aumento del cuneo fiscale è valutato come maggiore equità, poiché aumenta il ruolo redistributivo del sistema fiscale, e viceversa una sua riduzione è segno di un orientamento verso maggior efficienza allocativa a scapito dell’equità (per il noto trade-off tra equità/efficienza sempre presente nelle grandi scelte di politica economica e fiscale), per recuperare equità occorrerebbe orientare la maggior riduzione del cuneo prioritariamente verso quei lavoratori con reddito complessivo familiare inferiore.

Inoltre, verso tante altre situazioni andrebbero orientati i fondi pubblici che ora sono impiegati in misure tampone ma che esauriranno prestissimo la loro funzione. Ad esempio, non si può più pensare che possa andare avanti la situazione di migliaia di ricercatori universitari che fanno la fame! Alcuni vanno avanti per mesi senza vedere un soldo, poi cominciano a percepire una miseria come 600-700-800 euro al mese… E’ uno scandalo!
Per non parlare, poi, della moda che oggi ha preso il sopravvento: è diventato “normale” chiedere a qualcuno di lavorare gratis, per mesi e mesi, sottoforma di stage e formule simili!

Queste ma tante altre misure sono necessarie oggi più di ieri! E la crisi globale non può e non deve oscurare la situazione di migliaia di persone che non possono più aspettare per vedere riconosciuto il loro diritto a vivere una vita dignitosa!